di Paola Pepe
Due novità di oggi sulla riforma degli istituti tecnici devono essere segnalate per le ricadute che possono potenzialmente avere sugli organici e sui docenti A21 in particolare. La prima novità riportata in un articolo di Orizzonte Scuola e ripresa dai siti specializzati dei sindacati, riguarda un emendamento al Decreto-Legge 19 febbraio 2026 finalizzato ad evitare situazioni di sovrannumerarietà ed esuberi prodotti dalla riforma degli Istituti Tecnici. L’emendamento attualmente concordato, deve essere discusso in parlamento e andrebbe a rinforzare quanto previsto nella circolare del 19 marzo 2026 che prevede l’attribuzione delle ore a scelta del biennio alle discipline alle quali erano state tolte (vale a dire, negli istituti tecnici economici le due ore restituite una a geografia e una a seconda lingua). Dalle fonti disponibili il nuovo assetto configurato dall’emendamento permetterebbe alle scuole di formare cattedre interne anche con 15 ore di insegnamento con completamento nella stessa scuola. Per il momento non c’è una fonte ministeriale, sapremo qualcosa di più nei prossimi giorni ed è probabile che venga emanata una nuova circolare con maggiori chiarimenti.
La seconda novità è l’esito del tentativo di conciliazione relativo allo stato di agitazione proclamato dai maggiori sindacati scolastici. La riunione ha avuto esito diverso, infatti CISL Scuola, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal, Gilda Unams e ANIEF hanno accettato di sospendere la mobilitazione, mentre la FLC CGIL avrà un ulteriore incontro domani 9 aprile e non si dice convinta dell’efficacia delle misure intraprese dal ministero. La posizione di FLC CGIL è più drastica e chiede di spostare di un anno l’avvio del provvedimento di riforma.
Gli eventi di oggi segnano un passo di arretramento della protesta sui nuovi tecnici ma non risolvono un nodo cruciale, ossia il fatto che allo stato attuale non risultano ancora pubblicate in forma ufficiale e definitiva, sul sito MIM o in Gazzetta Ufficiale, le tabelle di corrispondenza tra insegnamenti e classi di concorso dei nuovi istituti tecnici. Questo significa a livello locale nelle singole scuole, che pur potendo contare su una maggiore tutela grazie alla circolare del 19 marzo e all’emendamento che sarà, continua ad essere poco rispettosa dei lavoratori la procedura che si sta utilizzando per produrre gli organici.
Le notizie che ha l’associazione sono sconfortanti, i docenti non hanno tutte le necessarie informazioni anche perché quella di geografia è la cattedra più complessa. Le decisioni da prendere per gli organici riguarderanno SOLO il primo anno che entrerà in vigore nell’a.s. 2026/2027 ma per A21 c’è una grande confusione.
Allo stato attuale e usando come fonte le tabelle non ufficiali che gli USR hanno trasmesso alle scuole:
Caso 1. Geografia è prevista negli istituti tecnici per il settore tecnologico-ambientale al primo anno con una singola ora. Questa ora di geografia è attribuibile solo ad A21.
Caso 2. Negli istituti tecnici per il settore economico, turismo la materia al primo anno si divide in due discipline: geografia (1 ora) e geografia turistica (1 ora) entrambe attribuite esclusivamente ad A21. A questo monte ore se ne aggiunge una terza, ricavata dalle ore a scelta (secondo circolare 19 marzo 2026) che va attribuita sempre solo ad A21. Infine tre ore andranno ad A21.
Caso 3. Negli istituti tecnici per il settore economico, AFM, RIM e SIA, la materia al primo anno si divide in due discipline: geografia (1 ora) e geografia economica (1 ora). A questo monte ore se ne aggiunge una terza, ricavata dalle ore a scelta (secondo circolare 19 marzo 2026). Qui il quadro è complicato perché la geografia (1 ora) è attribuita ad A21; l’ora a scelta va a geografia ed è attribuita ad A21; l’ora di geografia economica invece ha mantenuto una atipicità parziale per cui va attribuita anche questa ad A21 ma esiste la clausola [ad A50 ad esaurimento per la salvaguardia della titolarità].
Una formale complicazione che AIIG ha già contestato informando i sindacati del fatto che la geografia economica non è mai stata attribuita ad A50 nelle normative precedenti, né nel DM 259/2017 nel quale non compare, né nel Decreto Ministeriale 30 gennaio 1998, ultima fonte normativa disponibile per la geografia economica, che attribuiva la disciplina solo alla classe 39/A confluita attualmente in A21.
Lamentiamo la mancanza di trasparenza in questa fase che non permette ai docenti di difendersi da eventuali attribuzioni illecite.
Resta inoltre inevasa la questione triennio, sulla quale le fonti dicono che sarà aperto un confronto ma che non sembra essere previsto a breve.
