Sull’organizzazione dei nuovi istituti tecnici, pubblichiamo l’interessante scelta dell’Istituto tecnico “A. Zanon” di Udine.
di Sergio Cecchini
In questi giorni di inizio settembre, gli studenti stanno rientrando in aula e ad aspettarli negli Istituti tecnici ci sono delle novità. La riforma del governo, che la scorsa primavera ha provocato numerose proteste, è infatti diventata operativa. Ciò, nonostante l’annuncio (non ancora concretizzatosi), dell’intenzione di superare il meccanismo delle “ore a scelta” restituendo ore alle discipline a cui erano state tolte. Nell’aprire il proprio registro elettronico stamattina nei tecnici economici e turistici, infatti, i docenti di geografia non hanno trovato più “Geografia” ma due discipline separate per un totale invariato di ore. Per parificare i tecnici del settore economico a quelli del settore tecnologico-ambientale infatti, le tre ore di geografia pre-riforma sono diventate in classe prima un’ora di “geografia” e una di geografia economica nelle sezioni economiche e una di geografia più una di geografia turistica nell’indirizzo turismo. A questo monte ore le scuole avrebbero dovuto aggiungere un’altra ora di geografia come risultato dell’attribuzione delle ore a scelta, secondo la circolare prot. n. 1397 del 19 marzo 2026.
Non serve spiegare come questa novità rischi di complicare ulteriormente la vita sia agli studenti che ai docenti, che dovrebbero gestire settimanalmente una materia in più, e appesantire il carrello della spesa delle famiglie, costrette a comprare un ulteriore libro di testo in un momento in cui il carovita e l’inflazione le sta già mettendo in difficoltà.
Come gestire, quindi, questa novità?
All’Istituto tecnico “A. Zanon” di Udine i docenti di geografia hanno proposto già a luglio un’organizzazione che permetta che il trasferimento della geografia economica e turistica al biennio non comporti complicazioni burocratiche inutili. Sfruttando i margini offerti dall’autonomia scolastica e l’assenza ad oggi di indicazioni nazionali che indichino chiaramente la rotta da seguire, i docenti hanno deciso di formalizzare quanto in realtà veniva già fatto nell’Istituto da alcuni anni. Fin dalla pandemia, infatti, i libri di testo che organizzavano la disciplina in due scale diverse, una per ciascun anno scolastico (in classe prima l’Europa e in seconda il mondo), erano stati sostituiti con un libro di testo che affronta prima i prerequisiti geografici poi le varie geografie: la geografia fisica, demografia, geografia economica e geopolitica. Il percorso viene avviato solo dopo che i prerequisiti geografici sono subito stati testati e ripassati nel trimestre iniziale. Di conseguenza, gli studenti di classe prima dello Zanon non vedranno grossi cambiamenti, nonostante l’Istituto abbia recepito la normativa in modo adeguato. La scuola ha suddiviso l’anno scolastico in trimestre e pentamestre. Gli studenti affronteranno nel primo trimestre un ripasso della geografia generale, partendo dalle criticità emerse nel corso del test d’ingresso (corrispondenti alle 33 ore annuali di geografia. e solo dal gennaio 2027 inizieranno, in base alla sezione in cui si trovano, a dare un taglio più specifico alla disciplina affrontando una geografia collegata specificatamente all’ambito professionale a cui si stanno avvicinando (corrispondenti alle 66 ore annuali rimanenti, di geografia economica o turistica).
Sicuramente, l’esperienza non risolve il problema in generale e non può essere inserita in modo automatico in tutti gli istituti tecnici economici e turistici d’Italia. Tuttavia può essere un esempio utile per gestire questa fase di transizione così complicata.
