Il Senato in questi giorni sta esaminando il disegno di legge di conversione del DL 170/2026 e discuterà gli emendamenti relativi alla riforma degli istituti tecnici (Art. 9). E’ il momento di raccogliere i risultati di una mobilitazione contro la riduzione della geografia che ha impegnato l’AIIG sin dal primo giorno di pubblicazione dei quadri orari e che ha visto nascere numerose azioni sindacali e interrogazioni parlamentari. Un primo riconoscimento delle nostre istanze è stato ottenuto con la nota MIM 1397 di marzo, che indicava di destinare le ore a scelta nel settore economico alla geografia; ciononostante per il prossimo anno scolastico 2027/2028 lo scenario è di nuovo cambiato.
Il DL 170/2026 ha eliminato le ore a scelta al primo biennio nel settore economico e le ha ridotte al secondo biennio e quinto anno; ad oggi, tuttavia, MIM non si è ancora espresso in merito ai nuovi quadri orari definitivi che dovrebbero contenere le materie, la loro consistenza oraria e le classi di concorso di assegnazione. Si tratta di un’anomalia normativa che ha costretto le scuole a una corsa ad ostacoli: a febbraio il ministero eliminava un terzo della geografia del biennio, a marzo la reintroduceva tramite destinazione delle ore a scelta, ad aprile divulgava quadri orari provvisori non ufficiali ma applicati dalle scuole e solo a giugno li rendeva ufficiali (troppo tardi). Alla fine, a settembre: ripristino del quadro orario del 2022 con tutte le materie aggregate!
E adesso cosa possiamo aspettarci dalla discussione in Senato? Tanto per cominciare il ritorno delle sei ore di geografia al primo biennio, anche se per ottenere che vengano assegnate interamente alla classe A21 si dovranno discutere ed eventualmente accettare gli emendamenti 9.11 e 9.12 presentati da esponenti di AVS e PD:
9.11 De Cristofaro, Cucchi, Magni, D’Elia
Dopo il comma 1, aggiungere il seguente:
«1-bis. Al fine di assicurare l’uniformità dei criteri di assegnazione degli insegnamenti geografici e la tutela della specificità disciplinare, l’insegnamento di Geografia economica negli istituti tecnici del settore economico è attribuito alla classe di concorso A-21 – Geografia. Il Ministero dell’istruzione e del merito provvede al conseguente aggiornamento delle disposizioni e delle tabelle di assegnazione delle discipline alle classi di concorso, superando l’attribuzione atipica alla classe di concorso A-50, ferma restando la disciplina transitoria necessaria a salvaguardare le titolarità già in essere.»
9.12 Magni, De Cristofaro, Cucchi, D’Elia
Dopo il comma 1, aggiungere il seguente:
«1-bis. Al fine di garantire il consolidamento delle competenze geografiche di base e la coerenza dei percorsi formativi degli istituti tecnici del settore economico, indirizzi Amministrazione, finanza e marketing e Turismo, i quadri orari di cui al decreto ministeriale n. 29 del 19 febbraio 2026 del primo biennio sono aggiornati prevedendo un monte orario complessivo di sei ore settimanali, distribuite tra il primo e il secondo anno, per gli insegnamenti di Geografia, Geografia economica e, per l’indirizzo Turismo, Geografia turistica. I predetti insegnamenti sono attribuiti alla classe di concorso A-21 – Geografia, nel rispetto della distinta identità disciplinare e delle specificità dei rispettivi indirizzi. Con decreto del Ministro dell’istruzione e del merito sono aggiornati i relativi quadri orari e le tabelle di assegnazione alle classi di concorso, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto.»
Invece, per eliminare la confusione fra discipline geografiche non solo al primo biennio, ma per ciascun indirizzo e annualità, è stato presentato l’emendamento 9.16
9.16 De Cristofaro, Cucchi, Magni, D’Elia
Dopo il comma 1, aggiungere il seguente:
«1-bis. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, il Ministero dell’istruzione e del merito provvede all’aggiornamento dei quadri orari di cui al Decreto ministeriale n. 29 del 19 febbraio 2026 e delle disposizioni attuative relative agli insegnamenti geografici negli istituti tecnici, definendo in modo univoco, per ciascun indirizzo e annualità, le denominazioni delle discipline, i relativi contenuti essenziali, la consistenza oraria e le classi di concorso di assegnazione. Le disposizioni assicurano criteri uniformi di applicazione sul territorio nazionale, evitando sovrapposizioni e ambiguità tra gli insegnamenti di Geografia, Geografia economica e Geografia turistica.»
C’è da esserne contenti? Di sicuro si può dire che la geografia torna nel dibattito parlamentare, forse perché la riforma sta penalizzando la nostra materia più di ogni altra con una frammentazione incomprensibile. E’ auspicabile che la geografia (economica e turistica) torni al secondo biennio e quinto anno, fra le discipline d’indirizzo, vista la riduzione delle ore a scelta. La riforma, lo ricordiamo, finora ha penalizzato una classe di concorso già martoriata, i cui docenti, assenti nei licei, sono impegnati negli istituti tecnici per il settore tecnologico-ambientale per una sola ora al primo anno, dovendo così gestire la didattica in 18 classi prime, spesso su doppia e tripla sede. Un caso unico fra le classi di concorso, che non è centrale nella discussione, ma danneggia enormemente le studentesse e gli studenti.
