Geografia nelle prime degli istituti tecnici: necessità di uniformare le scelte delle scuole.

Le Officine didattiche costituiscono un appuntamento consolidato dei convegni nazionali dell’Associazione Italiana Insegnanti di Geografia (AIIG): uno spazio di confronto e autoformazione nel quale insegnanti provenienti da diverse realtà scolastiche condividono esperienze e discutono insieme le sfide dell’educazione geografica. In occasione del 68° Convegno nazionale AIIG a Collegno, le Officine dedicate alla scuola secondaria hanno offerto anche l’opportunità di condurre una rilevazione sulle modalità con cui gli istituti tecnici del settore economico hanno organizzato la suddivisione delle discipline geografiche nelle classi prime. Hanno partecipato alla rilevazione 58 docenti degli istituti tecnici presenti al convegno.

La tabella mostra i risultati della rilevazione in merito alla distribuzione delle discipline geografiche al primo anno degli istituti tecnici per il settore economico.

Come sono state suddivise le discipline geografiche nella tua scuola?
2 ore di Geografia economica (o turistica) + 1 ora di Geografia 26%
1 ora di Geografia economica (o turistica)  + 2 ore di Geografia 15,5%
1 ora di Geografia economica/turistica + 1 ora di Geografia + 1 ora a scelta assegnata ad altra disciplina non geografica 7%
3 ore di Geografia 35%
3 ore denominate “Geografia generale ed economica” * 16,5%

*N.B. materia non più esistente nella normativa vigente

 

Si tratta di risultati non generalizzabili, ma che offrono comunque alcuni spunti di riflessione e di approfondimento. In primo luogo, è evidente la variabilità delle risposte, spiegabile presumibilmente con il fatto che le scuole si sono trovate a fare i conti con la riforma tra febbraio e aprile 2026 e non tutte hanno fatto decidere il collegio dei docenti sulla destinazione delle ore a scelta.

 

La maggior parte delle scuole si è limitata a non applicare la riforma, mantenendo l’unitarietà della geografia come nel vecchio ordinamento. Qualche scuola, ha “inventato” una nuova disciplina fondendo fra loro la geografia e la geografia economica. Questa interpretazione è la più anomala, non solo perché non ha nessun riscontro sul piano normativo, ma anche perché questo nome non è associato a una classe di concorso. Si ripropone in questo caso la situazione caotica già vissuta nei licei che coniarono il nome geostoria senza alcun riferimento normativo. Le altre distribuzioni sono tutte in linea con la riforma. Infatti chi ha denominato l’ora a scelta “geografia economica” o “geografia turistica” ha agito potenziando una disciplina già esistente dell’area flessibile. Quelle scuole che hanno denominato l’ora a scelta “geografia” hanno potenziato una materia già esistente dell’area generale e hanno agito in linea con quanto indicato dalla nota 1397 del marzo 2026. Infine le scuole che hanno destinato l’ora a scelta ad altra disciplina non geografica, non hanno rispettato la nota 1397 del marzo 2026, ma è probabile che abbiano agito applicando il principio di salvaguardia della titolarità di docenti di altre classi di concorso, anche se in questo modo hanno sottratto ore alla classe di concorso A21.

Tutte queste variabili incidono sugli insegnamenti di geografia che allo stato attuale non hanno una distribuzione univoca sul territorio nazionale. Ci sono poi ulteriori fattori da considerare: nel corso di una seconda rilevazione, sette docenti su 58 hanno risposto che la loro scuola ha destinato in parte le ore di geografia economica delle prime alla classe di concorso A50. Nel frattempo le classi dalla seconda alla quinta, dovevano essere gestite in base al vecchio ordinamento, determinando confusione nel caso dell’attribuzione alla classe A50 perché non coincidono i criteri di assegnazione del vecchio e del nuovo ordinamento.

Attualmente il dibattito parlamentare sulla riforma è in corso. Riteniamo si debba trovare con urgenza una soluzione chiara e definitiva sul piano nazionale perché lo scenario che si è delineato quest’anno ancora una volta indebolisce il ruolo delle discipline geografiche mortificando chi le insegna. Con il DL 170/2026 il MIM ha parzialmente rimediato, avendo deciso per l’abolizione delle ore a scelta nel primo biennio, ma si rendono necessari altri passaggi normativi per fare chiarezza sulle ore di geografia.