di Paola Pepe
L’applicazione del nuovo ordinamento degli istituti tecnici, sin dai primi giorni, sta generando alcuni malintesi. Uno dei primi problemi da risolvere riguarda le cosiddette “ore a scelta”: quale nome deve essere attribuito alla disciplina?
Per rispondere, le scuole devono tenere conto di due documenti: il D.M. 19 febbraio 2026, n. 29, con il quale sono stati definiti i nuovi quadri orari degli istituti tecnici, e la Nota MIM prot. n. 1397 del 19 marzo 2026, contenente le indicazioni da seguire per destinare le ore a scelta.
La Nota n. 1397 del 19 marzo 2026 interviene sull’impiego delle 66 ore annuali lasciate alla disponibilità delle istituzioni scolastiche. Per gli indirizzi del settore economico indica che tali ore possono essere utilizzate per il potenziamento della Geografia e/o della seconda lingua comunitaria.
Si aprono, a questo punto, due possibili scenari. Nel primo, la scuola ha individuato le discipline cui destinare le ore disponibili e ha sottoposto la proposta al Collegio dei docenti. In questo caso la scelta del nome della disciplina inserita dovrebbe risultare chiaramente dalla relativa delibera e dal verbale del Collegio.
Più problematica è la situazione delle scuole che non hanno sottoposto la decisione al Collegio dei docenti. In alcuni casi concreti, infatti, le “ore a scelta” sembrano essere state ricavate direttamente dall’applicazione delle indicazioni contenute nella Nota n. 1397, senza che sia stato chiarito quale denominazione attribuire all’insegnamento nel registro elettronico e negli altri documenti scolastici.
Se l’ora disponibile è stata destinata, in applicazione della nota ministeriale, al potenziamento dell’insegnamento geografico, la denominazione da utilizzare dovrebbe essere Geografia. È infatti questo il termine impiegato dalla nota del 19 marzo.
In questo caso, nel primo anno del settore economico Amministrazione, finanza e marketing, SIA o RIM, si determina la presenza di due insegnamenti distinti: Geografia, per complessive due ore settimanali una prevista dall’Area di istruzione generale nazionale e una derivante dall’impiego della quota a disposizione della scuola e geografia economica, per un’ora settimanale. Le due discipline conservano denominazioni e valutazioni distinte.
Per geografia l’attribuzione è univoca: il D.M. 29 aprile 2026, n. 71, relativo alle classi di concorso associate alle discipline del nuovo ordinamento, assegna l’insegnamento alla classe A-21 Geografia. Per Geografia economica, invece, l’attribuzione principale rimane alla A-21, mentre nelle tabelle allegate al decreto compare anche la classe A-50, con un limite di assegnazione ben distinto: “ad esaurimento limitatamente alla salvaguardia della titolarità”.
Una situazione analoga si presenta nell’indirizzo Turismo, beni culturali e ambientali: se l’ora a scelta è stata destinata tenendo conto della circolare ne deriva il potenziamento della Geografia, quindi due ore di Geografia e un’ora di Geografia turistica, anche in questo caso come insegnamenti distinti ed entrambi attributi solo alla classe di concorso A21.
Per quanto riguarda gli istituti tecnici del settore tecnologico, che mantengono solo un’ora, viene abbandonato il nome “geografia generale ed economica” e sostituito con la denominazione “geografia”. L’attribuzione è univoca e destinata alla classe A-21.
In assenza di regole chiare, tuttavia, i pasticci non sono esclusi. La distinzione tra Geografia, Geografia economica e Geografia turistica non è puramente nominale: incide sull’attribuzione alle classi di concorso, sui contenuti, sulla valutazione degli studenti, potrebbe in prospettiva determinare la perdita di titolarità.
Rimane pertanto auspicabile che il Ministero, come anticipato nel confronto con le organizzazioni sindacali, elimini le ore a scelta del biennio e restituisca alla classe A-21 l’intero monte di sei ore senza ambiguità. Fino a quando ciò non avverrà, però, le scuole dovranno applicare con coerenza le denominazioni contenute nei documenti ministeriali: l’ora è a scelta, il nome della disciplina no.
