Imminente l’associazione alle nuove classi di concorso negli istituti tecnici

di Paola Pepe

I primi giorni di marzo 2026 saranno ricordati dagli insegnanti di geografia della scuola secondaria come il ritorno di un incubo. Quello che aveva reso le nostre notti insonni nel 2010 si ripropone in una veste più subdola con questa nuova riforma. E’ in preparazione da più di tre anni, ma il primo provvedimento concreto è stato quello dell’istituzione dei nuovi istituti tecnici con l’art. 1 del D.L. 7 aprile 2025, n. 45. Tutto l’impianto del provvedimento è concepito senza oneri per lo stato e a detta loro a invarianza d’organico. Peccato solo che la variazione d’organico ci sarà eccome nella classe di concorso A21, sulle base delle scelte fatte sui quadri orari presentati a inizio marzo 2026 e concepiti pochi giorni prima. Si prospetta una riduzione del monte orario di geografia che supera il 50% (se poi si confronta con la presenza di geografia economica prima del 2010 siamo a una riduzione ingiustificata del 70%). Geografia dimezzata, unica fra le discipline, alcune delle quali subiscono una riduzione, ma nessuna in maniera così drastica. Dicono che si possano recuperare le ore dal contingente a scelta delle scuole, tuttavia è una possibilità che mette il destino dei docenti in balia di un organo in conflitto d’interessi come il collegio dei docenti. Una condizione, a mio parere, trattata con troppa leggerezza e senza valutare le ricadute sulla condizione lavorativa. Appena avuta certezza delle intenzioni del ministero abbiamo portato all’attenzione della commissione Acerra un documento con la descrizione delle conseguenze che un taglio così ingiustificato avrebbe portato sul lavoro dei docenti e sulle competenze delle studentesse e degli studenti. Allo stesso modo abbiamo contattato altre figure istituzionali e soggetti politici di diversi schieramenti, come la deputata Irene Manzi che si è mostrata disponibile a presentare un’interrogazione parlamentare sul destino dei docenti dei nuovi tecnici. In vista di una prossima riunione sindacale, che si terrà il 17 marzo, abbiamo inviato un documento con le nostre considerazioni sulle ricadute delle decisioni ministeriali sulla classe di concorso A21 e sui correttivi che proponiamo nella fase di definizione dell’assegnazione alle classi di concorso. In una condizione in cui sparisce la geografia turistica dal triennio dei tecnici, la nostra prima richiesta è di eliminare del tutto l’atipicità delle discipline geografiche, in considerazione del cambio di denominazione delle discipline del biennio.  I sindacati CGIL e ANIEF si sono mostrati subito sensibili e interessati alle nostre richieste, mentre attendiamo riscontri da altre interlocuzioni. Resta la gigantesca ingiustizia di aver spazzato via metà del monte ore di geografia e la schizofrenia di avere mantenuto nel provvedimento risultati di apprendimento del settore economico come questi:

  • riconoscere l’interdipendenza  tra   i   fenomeni   economici, sociali,   istituzionali,   culturali   e    la    loro    dimensione locale/globale;
  • analizzare la realtà elaborando generalizzazioni che aiutino a spiegare i comportamenti individuali e collettivi in chiave economica;
  • interpretare, con gli strumenti per l’analisi dei dati, i fenomeni economici e sociali;

ci piacerebbe molto sapere come pensano di ottenere questi risultati mortificando la geografia.