ASSEMBLEA PER L’ANNO SOCIALE 2002-2003

RELAZIONE DEL PRESIDENTE NAZIONALE

GINO DE DECCHIS

 

Entrati nell’anno sociale 2003-2004, siamo ormai alla vigilia del Cinquantenario della fondazione dell’Associazione Italiana Insegnanti di Geografia, avvenuta a Padova nel 1954, durante i lavori del Congresso Geografico Italiano su impulso e felice intuizione di Elio Migliorini, che ne divenne il primo presidente nazionale. È una tappa veramente importante, che dobbiamo ricordare con iniziative adeguate alla rilevanza della ricorrenza, ma che soprattutto c’impegna a fare quanto più possibile affinché gli obiettivi enunciati nello Statuto possano essere realizzati nella scuola e nella società.

Secondo le norme statutarie il Presidente espone ogni anno una relazione sulla vita dell’Associazione all’Assemblea dei Soci; a questa compete l’approvazione del rapporto, ma anche la formulazione di proposte per il programma di attività dell’anno successivo. Per lasciare spazio al maggior numero possibile di interventi, è mio intento sottoporre alla vostra attenzione una relazione limitata agli aspetti essenziali, tralasciando tutte quelle informazioni, che trovano comunque ampio spazio sia sulla rivista sia sul nostro sito web.

Nell’anno sociale 2002-2003 si sono svolte le elezioni, che hanno prodotto un cambiamento abbastanza consistente nella struttura del Consiglio Centrale, rinnovato nella metà dei suoi componenti; Carla Lanza, Maria Mautone, Maria Teresa Taviano, Vincenzo Aversano, Carlo Brusa, Luciana Mocco per la prima volta fanno parte del Consiglio Nazionale. Continuano a far parte del Consiglio Gianfranco Battisti, Gino De Vecchis, Alberto Melelli, Giuseppe Naglieri, Daniela Pasquinelli, Peris Persi. Altra innovazione significativa è costituita dal fatto che in seno al Consiglio sono cambiate tutte le cariche precedenti; un effetto positivo del cambiamento rispetto ai Consigli passati deriva dalla maggiore presenza di insegnanti della scuola (un terzo dei componenti), ad alcuni dei quali peraltro sono state affidate responsabilità organizzative, quali una vicepresidenza e la segreteria. Ciò non toglie, ovviamente, che la componente scolastica rimanga tuttora non rappresentata in maniera adeguata. In ogni caso questo Consiglio, pur fortemente innovato e orientato a un’azione di potenziamento dell’energia riposta nel nostro progetto associativo, intende coltivare tutti quei valori che costituiscono il patrimonio tradizionale, cui siamo tutti fortemente ancorati.

Il nuovo Consiglio si è riunito tre volte: il 27 novembre 2002 presso la Società Geografica Italiana, su convocazione del presidente uscente Peris Persi, per l’elezione delle varie cariche; il 28 gennaio 2003 presso il Dipartimento di Geografia Umana dell’Università "La Sapienza" di Roma e il 17 ottobre 2003 a Lecce, alla vigilia del Convegno. Proprio in quest’ultima occasione il Consiglio si è trovato a dover accogliere le irrevocabili dimissioni del professor Peris Persi dalla carica di Consigliere nazionale, presentate tramite lettera telematica indirizzata a tutti i Consiglieri. Il Consiglio, esprimendo l’unanime e grato apprezzamento per l’opera lungamente svolta nei più alti incarichi all’interno dell’Associazione, ha rivolto al professor Persi l’augurio di un’attività feconda e ricca di soddisfazioni all’interno dell’Associazione dei Geografi Italiani, nel cui Comitato è stato chiamato a far parte.

 

Il rapporto Consiglio Centrale-Sezioni e il ripianamento del bilancio sono stati due impegni preliminari da affrontare per lo sviluppo dell’Associazione. La presenza sul territorio delle Sezioni regionali e provinciali rappresenta la grande ricchezza e la forza della nostra Associazione; queste assolvono una funzione insostituibile, che deve ricevere tutti i supporti possibili dal Consiglio Centrale.

Un proficuo scambio di informazioni è un presupposto importante per il funzionamento dell’Associazione; per raggiungere più efficacemente questo obiettivo è stata realizzata una rete telematica con Presidenti e Segretari, regionali e provinciali. Con gli stessi intenti organizzativi è stato istituito l’Ufficio Sociale, da rafforzare ulteriormente, composto dal Prof. Michele Stoppa (Università di Trieste), cui è stato affidato il Coordinamento (e che ringrazio sentitamente) e da due giovani studiosi: Cristiano Pesaresi e Alessio Consoli (Università "La Sapienza" di Roma). Quest’ultimi, in collaborazione con la Segretaria e la Presidenza, hanno realizzato un database dei Soci, utilizzando il programma Access della Microsoft. In questo modo l’AIIG si è dotata di un archivio centralizzato, flessibile e facilmente gestibile, che può essere utilizzato per molteplici usi, quali l’aggiornamento degli elenchi dei Soci, l’articolazione dei Soci per tipologia, l’elenco degli aventi diritto al voto, l’indirizzario per il recapito della rivista, ecc.

Il corretto funzionamento gestionale dipende, tuttavia, dalla cura e dalla puntualità con cui le Sezioni ottemperano alle prescrizioni dello Statuto; alcune, ad esempio, inviano gli elenchi dei Soci e le rispettive quote con ritardo. Il rispetto dei termini stabiliti è necessario, poiché rende maggiormente efficiente la struttura organizzativa ed elimina aggravi alla Segretaria e alla Tesoriera. Gli elenchi devono provenire esclusivamente dalle Sezioni regionali e non da quelle provinciali. Il proliferare di elenchi (alcune volte gli stessi nominativi compaiono in più elenchi) aumenta le possibilità di errori.

È pure indispensabile che si proceda a regolarizzare mediante votazioni tutti i Consigli regionali, scaduti e non rinnovati. Il mio continuo richiamo ai Presidenti non deriva da un puro "fiscalismo" statutario, ma dalla necessità di rendere la gestione più efficace e di adempiere agli obblighi contratti per ottenere l’accreditamento ministeriale. Il quadro è comunque quasi del tutto completato, per cui dobbiamo semplicemente fare un’azione di mantenimento.

 

 

Sito web AIIG

Nel corso dell’anno è stato realizzato il sito ufficiale dell’Associazione, il cui indirizzo è www.aiig.it. Per la sua impostazione e il costante aggiornamento siamo grati a Cristiano Giorda Questo strumento di rapida consultazione mi sembra un punto altamente qualificante. Consente, infatti, un’informazione continuamente aggiornata e sempre più arricchita nelle sue rubriche, ha lo scopo di informare immediatamente tutti i Soci e di mettere in collegamento le varie Sezioni, costituendo la base di una vera e propria rete AIIG. Inoltre, poiché è presente nei principali motori di ricerca, è un mezzo forte di potenziamento con ampie possibilità di acquisire nuove adesioni. Di qui un invito a tutti i Soci: collegatevi spesso con il sito e informate colleghi, amici, affinché questi possano conoscere l’AIIG.

 

 

Statuto

L’anno scorso Peris Persi – come egli stesso ha ricordato nell’Assemblea svoltasi durante il Convegno Nazionale di Sabaudia – aveva posto le basi per procedere a una modifica dello Statuto. In quell’occasione non è stato possibile giungere a conclusioni; peraltro i Consigli regionali e provinciali, pur sollecitati, non avevano trasmesso i suggerimenti e le proposte richieste. Anch’io penso che sia necessario giungere al più presto, seppure con i necessari tempi di riflessione e maturazione collettiva, a una revisione globale dello Statuto, per renderlo più funzionale, più chiaro e corretto formalmente e più aderente alle mutate esigenze dell’Associazione. Questa operazione deve, però, coinvolgere direttamente tutte le Sezioni regionali e provinciali. Nella Consulta proporrò, quindi, ai Presidenti di attivarsi in questa direzione.

 

Convegni nazionali

Il Convegno nazionale, che ogni anno si svolge in regioni diverse, è la più significativa opportunità d'incontro e scambio di esperienze per i docenti, che possono aggiornarsi sul terreno (partecipando attivamente a escursioni geografiche) e "in aula" (ascoltando relazioni, intervenendo a seminari e tavole rotonde, operando in laboratori, presentando ai colleghi proprie esperienze didattiche). È l’occasione principale per discutere insieme del futuro dell’Associazione. Anche per lo svolgimento dei Convegni dovremo studiare nuove formule, nella ferma convinzione, tuttavia, che l’incontro annuale di tutti i Soci è un appuntamento essenziale nella vita dell’AIIG.

Sono usciti gli Atti del 45° Convegno di Dobbiaco, curato da Giuliana Andreotti, che ringraziamo sentitamente, mentre Paola Morelli ha finalmente ottenuto dalla Regione Lazio i finanziamenti per la pubblicazione degli Atti del Convegno di Sabaudia, che dovrebbero quindi uscire al più presto. Il prossimo Convegno, che concluderà le celebrazioni ufficiali del Cinquantenario, avrà luogo a Padova, nella stessa città dove l’AIIG è stata fondata. A tutti coloro che si addossano responsabilità e fatiche di non poco conto va tutta la nostra riconoscenza. Occorre fin d’ora impostare i prossimi appuntamenti annuali, affinché non dobbiamo essere costretti ad operare con urgenza.

 

 

Attività delle Sezioni

Come risulta dalla Rivista e da quest’anno anche dal sito web, le Sezioni regionali e provinciali hanno svolto una gran mole di attività di vario tipo: convegni, corsi di aggiornamento, tavole rotonde, incontri, dibattiti, conferenze, proiezioni, visite, escursioni e viaggi di studio.

La nostra offerta si distingue per qualità e diversificazione del prodotto e per abbondanza di proposte; da ciò dipende in gran parte l’esito e l’evoluzione futura dell’Associazione. Non procedo a un’enumerazione di tutte queste attività, molte delle quali – come detto – compaiono sulla Rivista e sul sito, né graduatorie delle Sezioni più dinamiche, anche se devo esortare alcuni Consigli regionali e provinciali a dare maggiore incisività alle loro iniziative. A tutti i Soci rivolgo l’invito a partecipare in maniera attiva alla vita della propria Sezione, fornendo suggerimenti e proposte ai relativi Consigli.

Come ricordavo all’inizio, siamo giunti al traguardo veramente importante del 50°anniversario della fondazione. A livello centrale stiamo preparando una serie di iniziative, tra cui la realizzazione di un volumetto curato da Giuseppe A. Staluppi, presidente della Sezione Lombardia e già segretario e vicepresidente nazionale, che ripercorre la storia dell’AIIG in questo arco di tempo. La ricorrenza, però, deve essere un’occasione per incrementare le iniziative anche a livello regionale e provinciale. Sarebbe utile, inoltre, dare un ulteriore impulso forte a progetti in comune tra due o più Sezioni.

 

 

Situazione finanziaria

Negli ultimi anni il quadro finanziario dell’Associazione si è progressivamente deteriorato. Su questo hanno pesato la diminuzione nel numero delle iscrizioni e la cessazione degli abbonamenti da parte del Ministero dell’ Istruzione, oltre all’interruzione di contributi vari. Il presidente Giorgio Valussi, nella sua ultima Relazione tenuta al Convegno di Montesilvano nel 1990, ricordava i 750 abbonamenti ministeriali e i 6.000.000 di lire (di allora!) erogati dal CNR. Senza gli uni e gli altri e con la progressiva riduzione del numero dei Soci era inevitabile una ricaduta pesante in termini economici.

Per ripianare la situazione finanziaria si sono prese decisioni e realizzati risparmi consistenti, che consentono tra l’altro di lasciare invariato per l’anno sociale 2003-2004 l’importo della quota sociale (praticamente l’unica fonte di entrate per l’AIIG). Innanzi tutto, in un quadro di assoluta ed eccezionale austerity Presidenza, Segreteria, Tesoreria, Ufficio sociale e Direzione della Rivista non hanno pesato minimamente sul bilancio, pur operando alacremente e con grande spirito di sacrificio. Le Convocazioni del Consiglio Centrale sono state ridotte allo stretto necessario, pur garantendo il corretto ed efficace funzionamento dell’Associazione; sono, inoltre, aumentati i canali di informazione attraverso contatti telefonici e una rete telematica con appuntamenti costanti con tutti i Consiglieri.

Come lo scorso anno, inoltre, sono stati disposti due fascicoli doppi della Rivista: scelta dolorosa, ma inevitabile; ciò ha consentito un notevole risparmio, giacché la Rivista rappresenta la quasi totalità delle uscite. I soci della Sezione provinciale di Latina e di quelle regionali della Liguria e delle Marche hanno, inoltre, fornito un contributo, per il quale va a loro e ai Presidenti Paola Morelli, Giuseppe Garibaldi e Peris Persi un sincero ringraziamento.

L’auspicabile incremento dei Soci e degli abbonamenti, con il conseguente aumento delle entrate, nonché la ricerca di altri apporti finanziari, dovrebbero riportare la pubblicazione della rivista alla bimestralità e ridurre i sacrifici del Consiglio.

Per un’illustrazione più dettagliata della situazione finanziaria vi sono, in ogni caso, il rendiconto dei Revisori dei conti e la relazione del Tesoriere.

 

Dopo una lunga serie di anni che ha visto una costante flessione nel numero dei Soci (6263 nel 1991-92, 5291 nel 1994-95, 4545 nel 1997-98, 3486 nel 1999-00, 2996 nel 2001-02), i 3019 nel 2002-03 rappresentano un’inversione di tendenza minima, ma con un alto valore simbolico. Dobbiamo partire da questo segnale per potenziare nei prossimi anni il numero dei Soci. Il compito non è facile, ma sono convinto che possiamo riuscire a conseguire risultati soddisfacenti.

 

SOCI PER SEZIONE – QUADRO GENERALE

 

(in ordine alfabetico)

REGIONE

Soci

2001-02

Soci

2002-03

Differenza

(Val. assol.)

Differenza

(%)

ABRUZZO

160

181

21

13,125

BASILICATA

13

14

1

7,692

CALABRIA

83

98

15

18,072

CAMPANIA

121

124

3

2,479

EMILIA ROMAGNA

47

67

20

42,553

FRIULI-VEN. GIULIA

136

129

-7

-5,147

LAZIO

521

534

13

2,495

LIGURIA

174

207

33

18,966

LOMBARDIA

454

349

-105

-23,128

MARCHE

100

64

-36

-36,000

MOLISE

104

110

6

5,769

PIEMONTE

141

164

23

16,312

PUGLIA

125

153

28

22,400

SARDEGNA

315

312

-3

-0,952

SICILIA

147

165

18

12,245

TOSCANA

129

120

-9

-6,977

TRENTINO-A.A.

39

31

-8

-20,513

UMBRIA

52

58

6

11,538

VALLE D’AOSTA

67

77

10

14,925

VENETO

68

62

-6

-8,824

Totale

2.996

3019

23

0,768

 

 

 

 

Sezioni per movimento soci (assoluto e percentuale)

REGIONE

Differenza

(Val. assol.)

REGIONE

Differenza

(%)

LIGURIA

+33

EMILIA ROMAGNA

+42,553

PUGLIA

+28

PUGLIA

+22,400

PIEMONTE

+23

LIGURIA

+18,966

ABRUZZO

+21

CALABRIA

+18,072

EMILIA ROMAGNA

+20

PIEMONTE

+16,312

SICILIA

+18

VALLE D’AOSTA

+14,925

CALABRIA

+15

ABRUZZO

+13,125

LAZIO

+13

SICILIA

+12,245

VALLE D’AOSTA

+10

UMBRIA

+11,538

MOLISE

+6

BASILICATA

+7,692

UMBRIA

+6

MOLISE

+5,769

CAMPANIA

+3

LAZIO

+2,495

BASILICATA

+1

CAMPANIA

+2,479

SARDEGNA

-3

SARDEGNA

-0,952

VENETO

-6

FRIULI-VEN. GIULIA

-5,147

FRIULI-VEN. GIULIA

-7

TOSCANA

-6,977

TRENTINO-A.A.

-8

VENETO

-8,824

TOSCANA

-9

TRENTINO-A.A.

-20,513

MARCHE

-36

LOMBARDIA

-23,128

LOMBARDIA

-105

MARCHE

-36,000

 

 

 

È sicuramente un segnale confortante il fatto che la gran parte delle Sezioni abbia presentato un incremento di iscritti; desidero ringraziare in particolare le Sezioni che si sono distinte nel potenziamento del numero di Soci. Sono sicuro, inoltre, che quelle Sezioni in cui si è registrata una flessione nell’anno sociale che si è appena aperto, possano invertire questo segno e così contribuire a un forte rilancio, anche quantitativo, dell’Associazione.

Sicuramente si sono gettate le premesse per un futuro promettente, anche su questo delicato e difficile versante. Negli ultimi anni si è ampiamente discusso sulle motivazioni della perdita di consensi (generale crisi dell’associazionismo, riduzione di cattedre di geografia nella scuola secondaria, ritardi nella pubblicazione della rivista e altro ancora). In molti casi non siamo in grado di intervenire per ribaltare la situazione, che era e rimane veramente difficile; poco o nulla, ad esempio, possiamo fare per modificare la politica ministeriale, che già da parecchi anni priva la formazione in servizio dei docenti di qualsiasi tipo di incentivo, economico o professionale che sia. Questa politica ha inciso negativamente, penalizzando soprattutto le Sezioni più attive nel proporre corsi d’aggiornamento e formazione, prima frequentati da centinaia di docenti, invitati a iscriversi all’Associazione. Penso, tuttavia, che vi siano ancora ampi margini di manovra, mettendo in moto tutta una serie di interventi.

La prima azione rimane l’opera d’informazione e di sensibilizzazione: occorre far conoscere l’Associazione e le sue attività al maggior numero di persone possibile; ciascun Socio può fare la sua parte presso colleghi, conoscenti e amici.

Le Sezioni dovrebbero proporre agli iscritti un complesso qualitativamente buono di attività, diversificandole in funzione delle esigenze e degli interessi dei Soci.

L’ampliamento del bacino dei possibili Soci è stato perseguito negli ultimi anni; Peris Persi apriva la sua Relazione dell’anno sociale 2000-2001 segnalando "due innovazioni che non sono per nulla formali: l’affiancamento all’epigrafe tradizionale, e ormai accreditata a livello nazionale ed europeo di Associazione Italiana Insegnanti di Geografia, quella di Società di cultura del territorio; la ridenominazione della rivista in Ambiente Società Territorio con il sottotitolo Geografia nelle Scuole".

Personalmente ritengo che l’insegnamento della geografia nelle scuole debba costituire il nucleo centrale e trainante dell’AIIG. È nella scuola che bisogna trovare sempre più adesioni; qui bisogna ricercare consensi con grande impegno dalla scuola dell’infanzia alla scuola secondaria, nei suoi molteplici indirizzi; ma bisogna ancora recuperare adesioni fra i docenti universitari, dai quali proviene la linfa teorica, epistemologica e paradigmatica, che viene poi trasferita nella prassi didattica in ogni ordine e grado di scuola. Uno dei punti di forza della nostra Associazione è proprio il funzionamento delle interconnessioni e delle sinergie tra università e scuola.

Ma c’è un serbatoio potenzialmente vasto, strettamente collegato alla scuola e all’insegnamento della geografia, dove è prioritario il nostro impegno: quello dei Soci juniores. Attualmente sono appena una settantina i giovani che aderiscono all’AIIG; un numero assolutamente esiguo, che non ha peso nell’Associazione. La maggior parte delle Sezioni non ne comprende neanche uno; eppure un numero elevato di Soci juniores sarebbe un segnale incoraggiante, anche per il futuro. Gli studenti, che più dovrebbero essere coinvolti, sono quelli iscritti nelle classi di Geografia (nei corsi di laurea triennali e biennali), quelli che si laureano con tesi in Geografia, ma soprattutto coloro che seguono il corso di laurea in Scienze della Formazione Primaria o la Scuola di Specializzazione per l’Insegnamento Secondario. Penso che su questo fronte tutti dobbiamo impegnarci con convinzione e scommettere per vincere una sfida, difficile ma non impossibile, i cui presupposti risiedono in una maggiore partecipazione degli universitari e in legami sempre più forti con l’AGeI (l’Associazione dei Geografi Italiani).

Pure sui Soci familiari occorrerà intervenire per il futuro; come per gli juniores la gran parte delle Sezioni non annovera Soci tra i familiari. Bisogna sicuramente incrementare il loro numero, operando, però, alcuni ritocchi. Ritengo opportuno, ad esempio, che una parte della quota, seppure minima, debba essere versata al Consiglio Centrale, sia per contribuire al bilancio nazionale, sia per dare maggiore solidità all’adesione.

Fatte queste precisazioni sul rapporto essenziale con la scuola, si deve considerare che la composizione dei Soci nel corso degli anni ha subito forti differenziazioni. Molti insegnanti, ad esempio, sono andati in pensione; la loro costanza nell’aderire all’AIIG va riconosciuta come occasione di arricchimento per tutti. Molti sono, inoltre, i simpatizzanti; anche a loro deve andare la nostra attenzione, in considerazione di quanto stabilisce lo Statuto, che pone tra gli obiettivi dell’AIIG la diffusione dell’educazione e della cultura geografica ad ogni livello. L’opera di una buona divulgazione geografica va perseguita con determinazione, nella convinzione che questa possa contribuire efficacemente al potenziamento della geografia nella scuola. Infatti buona divulgazione geografica ed efficace insegnamento della geografia viaggiano in pieno accordo. In questa direzione dobbiamo procedere, e in questo senso vedo un ruolo importante per la rivista, i cui contenuti dovrebbero soddisfare esigenze di divulgazione, di ricerca e d’insegnamento nell’ambito dei molteplici campi d’indagine della geografia.

Da questa Assemblea e dalla successiva Consulta dei Presidenti il Consiglio attende spunti per riflettere e agire.

 

Rapporti proficui con Enti e Associazioni vanno perseguiti con fermezza, perché rappresentano momenti qualificanti della nostra azione. Il primo impegno riguarda ovviamente la collaborazione con le altre società geografiche, con i responsabili delle quali ho preso immediato contatto.

Non so se l’aspirazione di Valussi, perseguita anche da Persi, dell’istituzione di un Comitato di Coordinamento fra associazioni geografiche possa realizzarsi, ma per quanto mi riguarda tenterò ogni strada in questa direzione.

In ogni caso con l’Associazione dei Geografi Italiani si è stabilito un costante contatto, che ha avuto alcuni riscontri di particolare significato nelle Giornate della Geografia (Trieste, maggio 2003), con una Tavola Rotonda sulla Didattica universitaria e nella pubblicazione di un numero monografico di didattica su Geotema, da me curato e al quale hanno preso parte molti responsabili nazionali e regionali dell’AIIG. La didattica universitaria, come ho ricordato, rappresenta un banco di prova sul quale AIIG e AGeI possono collaborare proficuamente.

Pure con la Società Geografica Italiana e con il Centro Italiano per gli Studi Storico-Geografici, sono state prese iniziative in comune, che, mi auguro, possano essere potenziate.

Riguardo alla Società Geografica Italiana, ricordo in particolare l’incontro tra storici e geografi (26 febbraio 2003) e le azioni comuni a favore della Geografia nella scuola (vedi "Relazioni con il Miur"); riguardo al Centro Italiano per gli Studi Storico-Geografici si può segnalare la Mostra Amerigo Vespucci. Un mercante fiorentino che inventò l’America, progettata per essere portata nelle scuole (vedi AST, n.3, 2003, pp. 55-59).

Con i responsabili dell’Associazione Italiana di Cartografia e della Società di Studi Geografici mi auguro che si possano intraprendere iniziative in comune.

È in piena ripresa, grazie all’impegno di Alberto Melelli, la collaborazione con Eurogeo, la rete europea delle Associazioni di insegnanti di Geografia.

Fra le istituzioni più strettamente collegate alla Geografia un posto particolare occupa l’Istituto Geografico Militare, con il quale rimangono intensi i contatti per trovare nuove forme di collaborazione. Come sapete, l’IGM ha deciso di pubblicare una nuova edizione dell’opera monumentale di Olinto Marinelli, con il coinvolgimento di gran parte dei geografi universitari e di tutte le Associazioni Geografiche. L’allora presidente Peris Persi è stato invitato a far parte del Comitato Scientifico; per motivi di continuità e di riconoscimento dell’attività svolta ho ritenuto opportuno che rimanesse anche dopo il cambio della guardia. L’opera dovrebbe essere completata per l’autunno del 2004. Saranno studiate insieme opportune manifestazioni, in considerazione dell’importanza che la cartografia ha nell’insegnamento della Geografia ai vari livelli scolastici.

Negli anni scorsi l’Associazione ha stipulato, a livello nazionale, accordi di collaborazione con Enti e Società, quali Unicef, WWF, Lega ambiente, TCI, Italia Nostra. Ad alcuni di questi è stato anche assegnato in passato il Premio Valussi. In particolare sono trascorsi dieci anni dalla sigla dell’accordo di collaborazione con l’Unicef-Italia, che si è deciso di rinsaldare con alcune iniziative, tra cui la pubblicazione di un Dossier sull’acqua curato dall’AIIG e pubblicato sulla rivista dell’Unicef "il mondodomani". Nello stesso Dossier sono riportate alcune informazioni relative alla nostra Associazione, che possono così giungere a un vasto pubblico, peraltro in gran parte legato al mondo della scuola.

Fa piacere ricordare, inoltre, il fatto che la Treccani sul proprio sito web ha inserito una Bibliografia sulla Didattica della Geografia (preparata dall’AIIG), nella quale sono state immesse alcune notizie relative alla nostra Associazione, nonché il link del nostro sito.

 

Il nuovo Consiglio ha immediatamente disposto il rinnovo delle Commissioni didattiche, scadute con il rinnovo del Consiglio. Fanno parte della Commissione della Scuola Primaria e Secondaria di 1° grado, coordinata da Giuseppe Naglieri, Daniela Pasquinelli e Cristiano Giorda. Della Commissione della Scuola Secondaria di 2° grado, coordinata da Luciana Mocco, fanno parte Carla Lanza e Paolo Battistini, mentre hanno accettato di fornire una consulenza esterna Cristina Morra e Lucia Arena.

Peris Persi nella relazione presentata l’anno scorso al Convegno di Sabaudia ha ampiamente illustrato l’iter dell’attuale riforma, che il Ministro Letizia Moratti sta approntando seppure con tempi che non si annunciano rapidi. Segnalo, pertanto, solo quanto è avvenuto in quest’ultimo periodo e in quale contesto l’AIIG ha operato.

Daniela Pasquinelli, dopo aver partecipato ai Seminari indetti dal MIUR per il Primo Ciclo (Frascati, 6-7 luglio 2002), come membro designato dall’AIIG, è intervenuta a Roma (19 dicembre 2002), su convocazione personale del Ministro, al seminario su "Il profilo di uscita dello studente al termine del secondo ciclo di istruzione e formazione". Nel novero dei 250 partecipanti, infatti, sono stati riconvocati anche gli esperti appartenenti alla scuola primaria che avevano dato il loro contributo a luglio. Daniela Pasquinelli ha inviato, su richiesta inoltrata dal Prof. Bertagna attraverso suoi collaboratori, proposte di integrazione degli "Obiettivi specifici" di Geografia per la Scuola Primaria. Anche Giuseppe Naglieri ha dato il suo contributo durante l’estate scorsa, essendo stato contattato dallo stesso Bertagna. Da Pasquinelli e da Naglieri è stata inviata a Bertagna una e-mail per sottolineare la necessità della presenza della nostra disciplina in tutti gli indirizzi della Secondaria.

Il 19 febbraio 2003 ho avuto un colloquio al Ministero con il prof. Bertagna, che ha manifestato la sua attenzione per la Geografia nella scuola dell’obbligo. A Fiuggi si è svolto (26-27 febbraio 2003) il Seminario MIUR sulla struttura degli otto licei e sui profili d’uscita; il Ministro ha riconvocato Daniela Pasquinelli, poiché compresa tra gli esperti del 1° ciclo che avevano già partecipato alle altre sessioni dei lavori, che si è impegnata per far inserire gli obiettivi geografici tra gli obiettivi comuni a tutti. Pasquinelli ha stabilito anche una serie di contatti con i responsabili dei vari gruppi di lavoro, puntando sulla necessità della presenza della Geografia nel secondo ciclo, anche per garantire la continuità con il primo ciclo di istruzione. La situazione, tuttavia, è rimasta molto fluida. Il sottosegretario Valentina Aprea ha confermato (anche per iscritto, 19 febbraio 2003) la successiva convocazione dell’AIIG per partecipare alle consultazioni delle associazioni professionali e dei sindacati di categoria. Infatti nel mese di aprile il Ministro ha chiesto ai presidenti dell’AIIG e della Società Geografica Italiana eventuali osservazioni sulle Indicazioni per il primo ciclo (senza cambiare l’impianto predisposto). Ho immediatamente contattato la Commissione della Scuola di Base. Durante le vacanze pasquali (i tempi concessi dal Ministero erano strettissimi) Naglieri e Pasquinelli hanno operato per limare gli "obiettivi specifici di apprendimento" relativi alla Geografia. Il lavoro è stato rivisto dal sottoscritto, nonché da Franco Salvatori e da Cosimo Palagiano per la Società Geografica Italiana; si è giunti a una lettera con proposte e suggerimenti a firma congiunta AIIG-SGI; ciò si può considerare un ottimo risultato anche per l’immagine unitaria che si è offerta al Ministero e che dovrebbe dare maggior forza alle nostre istanze. Nella lettera è stata anche ribadita la necessità che la Geografia trovi il suo naturale proseguimento con la presenza in tutta la Secondaria.

Per quanto riguarda le relazioni con il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca va ricordato l’invito, ricevuto come presidente dell’AIIG, a partecipare – insieme alla Società Geografica Italiana, all’ANISN (Scienze naturali) e al CNAPPC (architetti) – al Nucleo di coordinamento "Progetto di formazione e aggiornamento dei docenti del settore ambiente". Il primo incontro si è svolto presso il Ministero (Direzione Generale per la Formazione e l’Aggiornamento del Personale della Scuola) il 12 Dicembre 2002.

In seguito ai Protocolli d’intesa, stipulati dal MIUR con le Associazioni disciplinari, e all’accordo, rinnovato il 20 maggio 2002, tra lo stesso Ministero e la Società Geografica Italiana, il 19 settembre 2003 presso l’Ufficio X (Direzione Generale per gli Ordinamenti Scolastici) si è proceduto all’istituzione del Comitato Tecnico Scientifico, per la realizzazione di iniziative destinate alla formazione del personale scolastico e alla riforma della scuola. Tale contesto ha visto per la prima volta la presenza ufficiale di un rappresentante dell’AIIG, nella persona del suo Presidente nazionale, in veste autonoma (seppur correlata) rispetto alla Società Geografica Italiana. Si tratta di un risultato importante per il riconoscimento dell’identità e del ruolo della nostra Associazione anche presso il Ministero.

Il Forum delle Associazioni professionali di insegnanti di Bologna ha continuato la sua attività in vista della riforma della scuola, seppure in maniera ridotta vista l’incertezza della situazione; la prof.ssa Lucia Arena (che ringrazio) ha proseguito nel suo impegno, chiedendo, però, una più diretta partecipazione del Consiglio. Si è a lei affiancata la vice presidente Carla Lanza, che ha assunto anche l’incarico di curare i rapporti con le altre Associazioni professionali.

 

 

Accreditamento presso il Ministero

Con decreto del 27 febbraio 2003 l’Associazione Italiana Insegnanti di Geografia è stata inclusa dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca nell’elenco definitivo dei soggetti qualificati per la formazione del personale della scuola. L’importante riconoscimento, ottenuto ai sensi del D.M. n. 177/2000 disciplinante "le modalità di accreditamento dei soggetti che offrono formazione per il personale della scuola", è il frutto di un lungo iter che ha visto la convergenza di molteplici sforzi. Il presidente Peris Persi, preso atto della rispondenza dell’AIIG ai requisiti, aveva dato corso con tempestività alla presentazione della domanda. Al suo impegno si associava quello di Alessandro Schiavi, che provvedeva a raccogliere la documentazione delle attività di alcune Sezioni (Valle d’Aosta, Piemonte, Emilia Romagna, Abruzzo, Lombardia). Nel marzo 2002 veniva concesso all’AIIG l’accreditamento provvisorio. L’11 e 12 dicembre 2002, poco dopo il rinnovo del Consiglio centrale, due ispettori ministeriali sono stati incaricati di effettuare un’accurata verifica dei requisiti e di valutare la qualità delle azioni formative svolte, nonché la struttura organizzativa dell’Associazione e il suo capillare funzionamento. L’esito dell’ispezione, cui ha preso parte Daniela Pasquinelli, è stato positivo, così che la nostra Associazione è stata inserita fra gli Enti accreditati per la formazione del personale della scuola. È una qualificazione ulteriore, che dà prestigio all’AIIG e che comporta sicuri vantaggi tra i quali, ad esempio, la possibilità di realizzare iniziative, corsi e convegni che verranno automaticamente riconosciuti senza necessità di chiedere la relativa autorizzazione. Tuttavia il mantenimento di questa condizione (che ogni tre anni sarà soggetta a nuova verifica ministeriale) comporta una serie di impegni da parte di tutti i quadri dirigenti dell’AIIG, per migliorare la struttura organizzativa e costituire un archivio costantemente aggiornato di tutti i materiali che testimoniano le molteplici attività. La mancanza di corsi effettuati secondo le indicazioni ministeriali provocherebbe la perdita dell’accreditamento. È evidente, quindi, che occorre organizzare numerose attività di formazione secondo i criteri ministeriali, che ho provveduto a trasmettere più volte, tramite posta elettronica, a presidenti e segretari regionali e provinciali. Le Sezioni che hanno risposto positivamente prima dell’estate, scadenza decisa dal Ministero per il primo inserimento nell’apposito sito internet, sono state: Abruzzo (L’acqua: politica del futuro), Lazio (Itinerari romani nello spazio e nel tempo e Itinerari naturalistici), Sicilia (Il Mediterraneo: evoluzione degli aspetti ambientali e geo-politici, reiterato), Veneto (Il Veneto: quali dinamismi?, reiterato), Vercelli (Anno internazionale dell’acqua e Geografia e beni culturali). Si tratta di nove corsi, che il 20 agosto ho provveduto, su richiesta della Direzione Generale per la Formazione e l’Aggiornamento del Personale della Scuola, a trasmettere al Miur; ogni trimestre, tuttavia, vi è la possibilità di inserire nuovi corsi di formazione. Dobbiamo riuscire a presentare la maggior offerta possibile, in sintonia con quanto tradizionalmente proponiamo ai docenti. Ricordo che i corsi così predisposti sono inseriti nel sito del Ministero: www.istruzione.it (nelle pagine dedicate alla formazione dei docenti).

 

La rivista costituisce il primo e più importante biglietto da visita dell’Associazione. Dal 1955 (nel 2005 compie quindi 50 anni) fornisce ai Soci proposte didattiche, aggiornamenti, informazioni bibliografiche, notiziari delle attività programmate, riflessioni e commenti sull'evoluzione della disciplina. A questa, pertanto, va dedicato il massimo dell’impegno, per garantirne qualità e regolarità.

Proprio sulla puntualità delle pubblicazioni si sono accentrate le maggiori critiche negli anni trascorsi. Anche quest’anno si è registrato un grave ritardo nell’uscita del n. 1-2 del 2003, giunto nelle nostre case a giugno inoltrato, praticamente alla chiusura estiva delle scuole. Bisogna però riconoscere che il n. 1-2 è un fascicolo pesante, come numero di pagine, e veramente buono nella qualità. Pure il numero 3 ha visto un ritardo breve, ma con un recupero nei tempi. Gli altri due numeri (il 4-5 e il 6 usciranno entro l’anno.

Il prof. Gianfranco Battisti, direttore responsabile della Rivista dal 1992, ha assolto il suo impegno con grande competenza e professionalità, in una situazione resa più difficile dall’insufficienza di collaborazioni a tutti i livelli. Bisogna considerare, inoltre, che finora i direttori della Rivista sono venuti dal mondo universitario, e quindi con una serie di compiti istituzionali da assolvere; né l’AIIG si può permettere di avere un direttore, una redazione e una segreteria che possano lavorare a tempo pieno per la rivista. Di tutto questo dobbiamo tener conto, quando valutiamo il lavoro di chi è impegnato in prima persona nella pubblicazione della Rivista. Fatte queste doverose precisazioni, ricordo che subito dopo aver assunto la presidenza ho cercato di collaborare con Gianfranco Battisti, al quale mi uniscono lunghi anni di amicizia e di stima. Tuttavia i gravosi impegni universitari (che sono aumentati a dismisura per tutti con l’attuazione della riforma universitaria) hanno impedito al Direttore di riuscire a soddisfare, come avrebbe desiderato, l’impegno di rendere puntuale la pubblicazione della Rivista. Di qui la sua decisione, che evidenzia un grande senso di responsabilità, di lasciare dopo tanti anni la direzione. A lui e a tutti i suoi collaboratori va il riconoscimento e il ringraziamento da parte dell’Associazione. Battisti ci consegna una Rivista fortemente rinnovata nella sua veste editoriale e qualitativamente buona. Il compito che ci attende per proseguire nella strada del miglioramento non è facile, ma deve essere assolto con entusiasmo e professionalità. Da parte mia posso assicurare che seguirò con costante attenzione la Rivista, e che intendo con senso di responsabilità assolvere a quanto stabilito dallo Statuto (artt. 11 e 14): Il Presidente "rivolge messaggi ai Soci attraverso la rivista, utilizzando allo scopo appositi editoriali" e il Direttore "provvede alla programmazione della rivista di concerto con il Presidente con cui mantiene uno stretto rapporto".

Proprio alla vigilia di questo Convegno il Consiglio ha stabilito di nominare per il 2004 nuovo direttore della rivista il prof. Carlo Brusa. A lui è stato affidato un incarico difficile e pieno di responsabilità, nella convinzione, però, che gli ostacoli possano essere superati in uno spirito di forte collaborazione con la redazione. A Brusa va tutto il nostro appoggio e ringraziamento.

Un’altra importante novità riguarda la Rivista; infatti la perifericità geografica e gli alti costi di stampa hanno giocato contro una conferma della tipografia Il Villaggio del Fanciullo, non più c logisticamente giustificabile dopo la rinuncia di Battisti alla direzione. Per dare maggiore visibilità e migliore strutturazione alla Rivista il Consiglio ha preso la decisione di affidare la stampa e la diffusione della rivista a una casa editrice. La scelta è caduta sulla , che è già impegnata in iniziative geografiche e ha garantito dei costi non superiori a quelli stabiliti con la precedente tipografia. Il passaggio da una tipografia a una casa editrice rappresenta un salto qualitativo che ci auguriamo porti a risultati soddisfacenti.

 

A conclusione desidero porre l’accento su alcuni punti qualificanti per l’AIIG, sui quali dobbiamo rivolgere la nostra riflessione e il nostro impegno futuro. Le finalità enunciate nello Statuto ci sostengono, indicando le direzioni da seguire e le funzioni da svolgere, nella scuola innanzi tutto e più in generale nella società, della quale la scuola è partecipe con un ruolo alto, anche se non riconosciuto in maniera adeguata. La nostra Associazione, infatti, è aperta e non intende confinarsi in comportamenti di tipo corporativo.

 

Nella scuola, che costituisce il principale ambiente nel quale operiamo e la ragione prima dell’istituzione dell’AIIG, ci attende la prima e decisiva prova, che può essere sintetizzata nell’obiettivo fondamentale: promuovere la geografia nelle istituzioni, assicurandone una presenza quantitativamente sufficiente e qualitativamente efficace. Non, quindi, la presenza di una Geografia pur che sia o come sia, ma la Geografia, che sappia formare cittadini consapevoli, che offra contenuti significativi, che fornisca ai giovani competenze molteplici, preziose e spendibili.

Attraverso una seria attività di ricerca in campo didattico, dobbiamo proporre strategie didattiche innovative, sperimentare progetti validi e cercare di introdurli e diffonderli nel mondo della scuola.

Dobbiamo attuare e favorire, in tutti i modi possibili, l’opera di seria divulgazione geografica, delineando un’immagine più corretta di questa disciplina e migliorandone la percezione nella pubblica opinione. La Geografia, proprio per le sue caratteristiche descrittive e interpretative dell’ambiente e delle varie realtà sociali e territoriali, si presta molto bene all’azione divulgativa.

Il secondo banco di prova riguarda il campo sociale. È qui che deve diffondersi maggiormente la cultura geografica. Ai grandi problemi della nostra società globalizzata corrispondono i temi attuali, intorno ai quali è seriamente impegnata la ricerca geografica: conoscenza e tutela dell’ambiente, comprensione e cooperazione internazionale, rispetto della multiculturalità e della diversità.

Al di là delle parole e dei buoni propositi, il compito è davvero arduo: ad affrontarlo dobbiamo essere in molti, uniti e carichi di entusiasmo.


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