Tasso di Alfabetismo degli Adulti

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Per tasso di alfabetismo degli adulti si intende il rapporto percentuale tra il numero di persone alfabetizzate con 15 anni o più e il totale della popolazione della stessa età. è un indicatore di base che fornisce informazioni preliminari sul grado di istruzione e sugli aspetti sociali di una popolazione. Costituisce, tra l'altro, un importante indicatore per comprendere le potenzialità di un Paese nel recepire e attuare eventuali programmi di sviluppo economico, così come di prevenzione e sensibilizzazione verso più adeguate pratiche igienico-sanitarie.

Il tasso di alfabetismo degli adulti nel Mondo, secondo i dati del periodo 2000-20071 riportati nel Rapporto UNICEF (fonte Istituto di Statistica dell' UNESCO), è pari all'81%. Nel Rapporto, in questo caso, sono espressi i tassi di pochissimi Paesi industrializzati e, pertanto, non si dispone del relativo dato di sintesi. Per il resto, si passa dal 79% dei Paesi in via di sviluppo al 57% dei Paesi meno sviluppati.

A livello di ripartizioni territoriali è l'Africa subsahariana (62%) a denunciare le peggiori condizioni, con i casi limite in Mali (23%), Ciad (26%) e Burkina Faso (29%), che nemmeno raggiungono il tetto del 30%. Come sottoripartizioni, si passa dal 60% dell'Africa occidentale e centrale al 65% dell'Africa orientale e meridionale, che nella punta terminale racchiude i Paesi con i tassi più elevati, con lo Zimbabwe (91%) in primo piano.

Un'ulteriore macroarea critica, con valori di appena un punto percentuale superiori rispetto a quelli dell'Africa subsahariana, è rappresentata dall'Asia meridionale (63%), con l'Afghanistan (28%) che si colloca al terzultimo posto della graduatoria mondiale e con gli altri Paesi (isole escluse) compresi nell'intervallo 54-66%.

è soprattutto in queste ripartizioni territoriali che, tranne sporadiche eccezioni, l'analfabetismo assume i connotati di ostacolo insormontabile, divenendo un grave fattore di rischio per la mortalità, infantile e legata alla gravidanza. Ed è qui che occorre promuovere specifici e corali programmi di educazione, giacché una maggiore istruzione diviene un requisito di cruciale importanza anche per migliorare la salute delle madri e dei neonati, per ridurre l'incidenza del matrimonio precoce, con le sue conseguenze perlopiù inevitabili di gravidanza e maternità premature, per eliminare le condizioni estreme di povertà e di fame, nonché per migliorare la conoscenza dei rischi sanitari e delle competenze pratiche per la vita (UNICEF, 2008, p. 32). Inoltre, in simili realtà, il pronunciato analfabetismo ha tangibili ripercussioni sul sistema economico, poiché intralcia l'avvio di opportune innovazioni e ritarda l'introduzione di essenziali accorgimenti, che consentirebbero di aumentare la produzione agricola e industriale.

Ancora al di sotto del valore registrato a livello mondiale si trova la ripartizione formata da Nord Africa e Medio Oriente (75%), malgrado alcuni Paesi, quali Kuwait (94%), Giordania (93%), Qatar ed Emirati Arabi Uniti (ambedue con 90%), evidenzino valori superiori o eguali al 90%.

Complessivamente oltre il tetto del 90% si pongono, invece, America latina e Caraibi (91%) e Asia orientale e Pacifico (93%), nonostante permanga una certa varietà di situazioni.

Le percentuali più elevate e una quasi completa uniformità dei valori (eccetto la Turchia) si riscontrano, infine, nei Paesi dell'ECO e della CSI (97%)2, in parecchi dei quali il tasso di alfabetismo degli adulti raggiunge il 100%.

Cristiano Pesaresi

1 I dati, all'interno del periodo 2000-2007, si riferiscono all'anno più recente in cui sono stati rilevati. I dati non si riferiscono a questo intervallo di tempo, non sono congruenti con la definizione standard, oppure sono relativi solo a una porzione del territorio nazionale nei seguenti Paesi: Viet Nam e Zambia.

2 L'ECO o Organizzazione di Cooperazione Economica è un'organizzazione internazionale fondata nel 1985. Attualmente è costituita da dieci Paesi, sette asiatici e tre europei, che condividono l'obiettivo di individuare linee guida con cui favorire uno sviluppo corale e proficue attività economico-commerciali. La CSI o Comunità di Stati Indipendenti è una Federazione risalente al 1991, quale risultato della divisione dell'ex Unione Sovietica. Attualmente è composta da 12 Paesi e tra gli obiettivi vi è quello di favorire una certa cooperazione e un maggiore coordinamento, ad esempio commerciale e legislativo, tra gli Stati membri.

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