Associazione Italiana Insegnanti Geografia

Società di cultura del territorio

“Associazione di protezione ambientale riconosciuta ai sensi dell'art. 13 legge n. 349/86”

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Associazione accreditata alla formazione del personale docente dal Ministero dell'Istruzione

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                                                         UNICEF PROGRAMMA SCUOLA 2005 2006
 

PRESENTAZIONE DELLA PROPOSTA EDUCATIVA UNICEF 2005/2006

 

di Antonio Sclavi, Presidente Comitato Italiano per l’UNICEF

 

Sono lieto di presentare la proposta educativa dell’UNICEF per l’anno scolastico 2005/2006, che prosegue il percorso di riflessione sulle cause dell’esclusione sociale tra le nuove generazioni avviato gli scorsi anni.

Quest’anno abbiamo deciso di dedicare la nostra proposta alle scuole alle relazioni tra ambiente e sviluppo, due questioni prioritarie per il benessere delle future generazioni. L’ambiente è lo spazio naturale, fisico, sociale e culturale in cui si sviluppa la personalità del bambino e dunque un ambiente sano è il presupposto perché i diritti si realizzino. L’ambiente stesso è un diritto.

Uniti per natura vuole essere uno strumento didattico utile per lavorare sui temi ambientali con un’ottica interdisciplinare; un invito a insegnanti e studenti ad affrontare trasversalmente le tematiche dell’ambiente, dello sviluppo e dei diritti dell’infanzia. E contestualmente invita a sostenere alcuni dei progetti dell’UNICEF nei Paesi in via di sviluppo attraverso un percorso di conoscenza e curiosità.

La pubblicazione è infatti divisa in due parti, una fissa e una mobile. La parte fissa contiene una serie di parole chiave sull’ambiente, una sorta di vocabolario di base per introdurre l’approfondimento al tema, alle quali seguono i percorsi didattici interdisciplinari divisi per gradi scolastici, che propongono un modo innovativo per lavorare in classe.

L’altra parte, costituita dalle schede mobili, oltre a presentare i progetti dell’UNICEF in Angola, Bangladesh, Colombia, Eritrea e Territori Palestinesi Occupati, propone alcuni elementi storici, sociali, geografici e culturali per approfondire la conoscenza di ognuno di questi Paesi.

Il volume è stato reso possibile grazie al prezioso contributo di alcuni docenti dell’Associazione Italiana Insegnanti di Geografia (AIIG), con la quale l’UNICEF ha consolidato una lunga collaborazione. In particolare desidero ringraziare il suo Presidente dell’AIIG, il professor Gino De Vecchis, per la preziosa collaborazione che ci ha dedicato in questa occasione e che da sempre rivolge all’UNICEF.

La proposta culturale di quest’anno nasce anche dal fatto che la sostenibilità ambientale è uno degli otto Obiettivi di Sviluppo del Millennio, sottoscritti dai governi di tutto il mondo nel 2000 per promuovere un modello di sviluppo più equo.

L’agenda del Millennio integra la questione ambientale e la pone come prioritaria per combattere il flagello della povertà. Insieme ad altre grandi questioni - come la lotta all’HIV/AIDS e alla mortalità infantile, il diritto all’istruzione e la salute materna - la cura delle risorse ambientali è avvertita come fondamentale per il futuro dell’umanità.

I governi di tutto il mondo si sono impegnati a inserire nelle politiche nazionali i principi propri dello sviluppo sostenibile, per garantire la salvaguardia delle risorse naturali e renderle fruibili per tutti.

È ormai convinzione comune che la causa dello sviluppo sia fortemente legata alla causa ambientale. E per sviluppo si intende una crescita sociale ed economica caratterizzata da un miglioramento costante delle condizioni di vita della popolazione e da una relazione sostenibile tra sistemi umano-sociali e contesto ambientale.

Da oltre dieci anni, più esattamente a partire dalla Conferenza ONU sull’ambiente di Rio de Janeiro del 1992, si è acquisita in ambito internazionale una nuova consapevolezza: l’attività dell’uomo e i suoi effetti sull’ambiente sono strettamente legati al destino dell’umanità e all’equilibrio dell’eco-sistema. In questo senso la questione ambientale diviene un tema prioritario per la società proprio quando le conseguenze negative dell’intervento dell’uomo sulla natura vengono riconosciute come insostenibili. Per ridurre le proporzioni di queste conseguenze si inizia a percepire l’urgenza di un’inversione di tendenza.

La sensibilità ambientale non è più appannaggio di geografi e ambientalisti ma anche di teorici dello sviluppo, cooperanti e progettisti. Assicurare il futuro ai bambini dei Paesi in via di sviluppo significa anche garantire loro di crescere in un ambiente sano. Considerare l’ambiente come una dimensione esterna, estranea, i cui effetti non ci riguardano e non ci colpiscono, sarebbe come voltare le spalle al destino delle future generazioni, al loro benessere.

La tutela del patrimonio ambientale è un obbligo che deve coinvolgere ognuno di noi in prima persona e a tutte le latitudini, perché ci comportamenti dissennati di una parte del mondo non ricadano sull’altra. L’uomo non può più esentarsi dal rispetto dei vincoli imposti dalle leggi ecologiche. I sistemi sociali e le teorie culturali, così come le tendenze economiche e le politiche pubbliche dovranno basarsi su logiche nuove e dovranno integrare la questione ambientale in tutte le politiche e le pratiche.

I problemi legati alla sostenibilità ambientale (la scarsità di acqua potabile, la distruzione delle foreste equatoriali, l’inquinamento atmosferico nelle grandi metropoli, il riscaldamento climatico) sono avvertiti dall’opinione pubblica mondiale come problemi globali alla stregua delle guerre, della povertà e dell’HIV/AIDS.

Dedicarsi alla causa dello sviluppo vuol dire adottare una prospettiva ecologica nuova e un impegno concreto a favore della causa ambientale. L’UNICEF sostiene gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio e lavora per la realizzazione dei diritti sanciti dalla Convenzione sui diritti dell’infanzia. Il mancato raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio avrà delle conseguenze tragiche per i bambini del mondo. Per garantire la salute, e promuovere lo sviluppo dell’infanzia  è fondamentale costruire un ambiente sicuro e sostenibile nel quale ogni bambino e ogni bambina possano crescere e svilupparsi nelle migliori condizioni.

Il mio augurio è che il mondo della scuola, spazio privilegiato per la formazione delle nuove generazioni e per l’approfondimento su temi globali come l’ambiente e lo sviluppo, possa trarre da questo lavoro spazi di riflessione e che gli educatori e gli studenti possano meglio comprendere e condividere l’impegno che l’UNICEF da quasi sessant’anni dedica a tutti i bambini del mondo.


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