Viabilita' storica e valorizzazione dell'identita' campana

La riproposizione innovativa e propositiva della viabilità storica si inserisce pienamente tra gli interventi finalizzati ad accrescere la coesione interna e, di rimando, la competitività territoriale locale. E' possibile ricostruire il tessuto di relazioni che in passato ha sostenuto e caratterizzato l'economia delle fasce costiere e delle realtà microinsulari campane attraverso la riattivazione del sistema di percorsi storici, capace di connettere fra loro i centri di mezza costa e di crinale e di inserirli in circuiti di traffico consolidati. In questo modo si ripropone su basi diverse quella complementarietà fra centri appartenenti a fasce altimetriche diverse, promuovendo un'integrazione non gerarchica tra sub-unità morfologiche afferenti a paesaggi mediterranei di terra e di mare.
L'esaltazione del ruolo turistico della fascia costiera ha infatti determinato un progressivo squilibrio all'interno di contesti locali prima imperniati su relazioni longitudinali, atte a garantire ad ogni centro un preciso ruolo nel sistema di riferimento, a favorire una fruizione sostenibile delle risorse territoriali e il continuo evolversi del paesaggio in relazione alle esigenze, ai bisogni, alle aspirazioni della comunità.


Area Vesuviana. Antica cremagliera e stazione Cook.

Trasformazioni infrastrutturali e turismo di massa hanno contribuito a recidere quei legami che connettevano tra loro comunità e attività afferenti a diverse fasce altimetriche, spezzando l'unità storica dei sistemi campani e rendendo marginali settori che hanno contribuito a formare la specificità e l'identità del territorio in esame.
In questo modo è possibile inoltre promuovere una diversificazione dell'offerta turistica, una minore concentrazione dei flussi e una conoscenza di tecniche e modalità costruttive in linea con le specificità locali, con le linee del paesaggio e con le capacità di carico. L'individuazione di percorsi integrati attraverso il recupero della sentieristica e della viabilità minore consente infatti un proficuo raccordo tra centri con emergenze riconducibili a matrici diverse e tra beni identitari inseriti nel paesaggio rurale.
La rifunzionalizzazione del patrimonio culturale si riduce a vera utopia qualora non si consideri in che misura la rete di servizi ed infrastrutture del sistema analizzato possa supportare tali fattori di sviluppo. I beni culturali infatti, diventano risorse per l'organizzazione del territorio nella misura in cui si attui un razionale potenziamento funzionale dell'intero contesto di riferimento.

Il binomio internalità/esternalità assume un ruolo centrale negli scenari centrati su una visione sostenibile e territorialista dello sviluppo; in tale prospettiva le esternalità, al pari delle potenzialità endogene (internalità), da struttura sovrapposta si trasformano in componente essenziale e fattore propulsivo per la competitività locale.
In tale prospettiva le infrastrutture non si pongono più ad esaustivo supporto della crescita industriale ma si propongono come esternalità funzionali ad un ampio ventaglio di attività capaci di coniugare, nell'ottica della sostenibilità, crescita economica, sviluppo sociale, qualità ambientale e paesaggistica.
Si delinea, così, un proficuo terreno d'incontro tra geografia culturale e geografia economica, tra recupero delle valenze pregresse e proiezioni di queste in termini produttivi.
Con il progressivo affermarsi del peso delle esternalità si intensificano linee di ricerca che in una prospettiva fortemente innovativa ripropongono tematiche di consolidata tradizione geografica; l'attenzione non si rivolge più al ruolo funzionale delle infrastrutture ma si guarda ad esse come esternalità, ovvero come componenti territoriali che costituiscono la trama indispensabile per la valorizzazione del milieu locale.


La valorizzazione della sentieristica può rafforzare i legami tra comunità e ambiti marginali del sistema territoriale campano.

I contesti locali infatti si raccordano alla scala più ampia in base al ruolo che le risorse, materiali ed immateriali, possono assumere nella rete regionale, nazionale e internazionale; considerando gli orientamenti e le prospettive attuali, nei prossimi decenni probabilmente anche la ricerca guarderà piuttosto alla pianificazione delle esternalità in funzione della valorizzazione del patrimonio endogeno nonché della promozione di attività ad essi compatibili.
Al pari delle internalità anche le esternalità andranno pertanto innovate e potenziate in relazione al preesistente sistema di interconnessione tra i centri e nel rispetto delle “linee di forza” del paesaggio.
Ancora una volta il difficile equilibrio tra continuità ed innovazione si pone come obiettivo essenziale degli studi che mirano a coniugare analisi storico-culturale, progettualità territoriale e pianificazione paesistica.

 

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