Tutela e valorizzazione del paesaggio vulcanico partenopeo: il Parco Nazionale del Vesuvio
Il Parco del Vesuvio (istituito con la legge quadro sulle aree protette n. 394/1991 insieme al Parco del Cilento e classificato come SIC, sito di importanza comunitaria), si pone come obiettivo la salvaguardia e la valorizzazione di un paesaggio vulcanico particolarmente suggestivo che si erge alle spalle di un'area densamente urbanizzata. La popolazione campana, infatti, si localizza soprattutto lungo la fascia costiera, dal Golfo di Napoli fino al Golfo di Salerno, e nell'area pianeggiante che precede i primi rilievi appenninici.
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Il Vesuvio, bene ambientale e culturale del sistema campano. |
L'attività
eruttiva effusiva o esplosiva, all'origine del vulcano-strato, ha sicuramente
influenzato sia la disposizione delle realtà insediative e produttive
sul territorio sia il sistema faunistico e floristico. E' possibile "leggere"
la storia del vulcano-strato attraverso l'osservazione diretta delle stratificazioni
presenti lungo le pendici e all'interno del cratere per comprendere in che modo
il Gran Cono del Vesuvio sia sorto all'interno della Caldera del Monte Somma.
Le singole eruzioni hanno trasformato il paesaggio vulcanico in un mosaico complesso
di rocce di colore, natura, forma, composizione estremamente varia; in alcuni
settori lave a corda o a dicchi, scure o rossastre, lapilli, stratificazioni
di flusso piroclastico, grotte, cupole laviche si intrecciano di frequente a
cespugli dai colori sgargianti che spuntano timidamente dalle rocce (ginestre,
valeriane, orchidee ecc..). In particolare nel settore orientale il terreno
vulcanico, ricco di potassio, ha dato luogo ad una vegetazione tipicamente mediterranea
mentre intorno all'orlo craterico assume grande rilevanza lo stereocaulon vesuvianum,
un lichene che costituisce la prima forma di vita capace di adattarsi alle rocce
laviche.
Nel contrasto evidente tra la natura che esprime le forze primigenie della terra
e l'intensa antropizzazione si determina l'unicità del sistema territoriale
vesuviano. La lettura delle stratificazioni naturali, costituitesi nei tempi
lunghi della natura, è infatti parallela all'analisi delle stratificazioni
storico-culturali prodottesi lungo tutti i versanti; l'interazione tra componenti
naturali e quelle antropiche è infatti l’elemento base perché
il paesaggio possa configurarsi come bene culturale complesso.
Nel paesaggio vesuviano molte sono le tracce della storia politica ed economica
e delle culture passate che vi si riscoprono; tracce conservate mirabilmente
e paradossalmente dalla stessa azione distruttrice della natura emergono soprattutto
lungo la fascia litoranea dove i siti archeologici costituiscono attrattori
di fondamentale rilievo per la promozione e l'integrazione di articolati circuiti.

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La vegetazione vesuviana costituisce parte integrante del paesaggio vulcanico partenopeo, frutto dell'interazione tra clima mediterraneo e suolo di origine lavica. |
Nell’entroterra vesuviano, al contrario di quelli costieri, i centri mostrano
invece caratteri e peculiarità completamente diverse. Tuttora l'agricoltura
costituisce un'attività Florida ed intensa la cui adeguata valorizzazione
può essere da stimolo per indurre l’ipotesi di un recupero dell'entroterra
vesuviano il cui sistema insediativo resta al di fuori di percorsi consolidati.
Nei siti e nelle forme tali sedi rivelano una storia altrettanto ricca; quasi
tutti di epoca medioevale i centri posti nelle posizioni più favorevoli
per il controllo dell'area circostante, mostrano un impianto planimetrico nettamente
diverso da quello delle città di origine romana della fascia costiera
e non mancano i segni di un’antropizzazione più recente priva di strumenti
di piano rispettosi degli equilibri dell’ecosistema locale. Costruzioni non
autorizzate dalle autorità competenti, discariche di rifiuti, cave, densità
demografiche elevatissime, scarso rispetto per i valori naturali ma anche per
i siti archeologici costituiscono una concreta testimonianza dell'impatto ambientale
prodotto da comportamenti ecologicamente scorretti.
Per individuare percorsi finalizzati a raccordare l'articolato sistema di internalità
dell’area vesuviana con l’intero sistema regionale e sovraregionale, è
prioritaria la promozione di una radicata “cultura del territorio” per rivalutare
potenzialità e ruolo dei singoli centri vesuviani, per esaltare e valorizzare
la centralità dell’intero sistema all’interno del contesto campano.
In un contesto a forte antropizzazione quale l'area napoletana il coordinamento
tra gli enti di gestione e gli operatori è oltremodo complesso tanto
più se si fa riferimento – come già accennato – ad un organismo
unitario, forte per peso politico e decisionale, come la città metropolitana.
A buon diritto, per competenze e requisiti, l'Ente che gestisce il Parco Nazionale
del Vesuvio potrebbe rendersi partecipe delle politiche a più vasta scala
rivolte alla tutela ma anche allo sviluppo del territorio. Potrebbe infatti
promuovere stimoli propulsivi esaltando quel sentire comune che, prodotto dalla
continuità di incontri, scontri e confronti, alimentati nei circuiti
di un mare comune, ha generato un substrato culturale unitario.
Purtroppo il Parco non ha ancora assunto quel ruolo consono alle emergenze in
esso contenute: all'inizio è stato necessario fronteggiare una situazione
di estremo degrado ambientale dovuta all'incuria ed all'abusivismo che ha caratterizzato
l'area negli ultimi decenni. La forte esigenza di invertire tale situazione
tra l'altro induce a proporre itinerari che riconnettano il Vesuvio alle altre
mete del turismo campano e che rivalutino il ruolo dei centri posti sui versanti
interni.
E' necessario proporre percorsi ad ampio raggio che valorizzino la centralità
del vulcano nel sistema territoriale partenopeo e regionale. L'attività
eruttiva effusiva o esplosiva, all'origine del vulcano-strato, ha sicuramente
influenzato sia la disposizione delle realtà insediative e produttive
sul territorio sia il sistema faunistico e floristico: gli itinerari proposti
cercano di riannodare i fili che connettono la storia del Vesuvio a quella dell'area
circostante e delle emergenze naturali e culturali presenti in essa.

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Il Vesuvio e l'area urbanizzata di Napoli costituiscono due poli di un unico sistema territoriale in cui alla forza incontrollata della natura fanno da contrappeso le esigenze insediative e produttive dell'uomo. |
Percorsi
e itinerari per un rilancio dell'area vesuviana nel sistema territoriale campano.
L'anello archeologico intorno al Vesuvio.
Il Parco Nazionale del Vesuvio e le ville
del Miglio d'Oro.
Versanti interni del complesso Somma-Vesuvio.
Santuari, luoghi di culto, religiosità
popolare.
Le forme della natura e le creazioni dell'uomo.
Il Grand Tour e la riscoperta dei luoghi
letterari.
Il sistema vesuviano:
turismo culturale e riqualificazione del contesto paesaggistico ambientale.