Un organismo internazionale per l'ecosistema Terra
I problemi
ambientali degli ultimi decenni (effetto
serra, piogge
acide, buco
dell'ozono, erosione
del suolo, desertificazione,
etc…) superano la dimensione locale e coinvolgono il sistema Terra nella sua
complessità. Si parla di "globalizzazione del rischio ambientale"
per mettere in evidenza non solo gli effetti planetari di comportamenti umani
ecologicamente scorretti ma anche la necessità di una gestione unitaria per
risolverli.
E' necessario un grande disegno a scala internazionale in grado di
gestire i problemi ambientali da ipersviluppo e da sottosviluppo. I
paesi in via di sviluppo sono costretti da economie povere ed
estremamente deboli a puntare tutto sullo sfruttamento indiscriminato
delle proprie risorse naturali. Al contrario nei paesi avanzati i
problemi ambientali sono legati ad un'immissione di enormi quantità di
gas-serra e scarichi inquinanti collegati ad attività industriali e ad
errati comportamenti urbani.
Gli effetti sono diversi ma il risultato è lo stesso: un progressivo
depauperamento e un'incessante alterazione delle risorse naturali
presenti nel pianeta. Le risorse naturali, pur essendo rinnovabili,
rischiano di trasformarsi irreversibilmente nel momento in cui vengono
sfruttate senza alcuna considerazione della loro capacità di
"resilienza" (capacità di sopportare una data pressione: oltre tale
limite l'ambiente preso in considerazione perde irreversibilmente le sue
caratteristiche).
E' indispensabile l'intervento di organismi internazionali in grado di regolare
interessi contrastanti per perseguire nuovi equilibri tra uomo ed ambiente.
La Terra deve essere considerata come un unico grande ecosistema complesso da
gestire in modo unitario; è un bene
comune da tramandare inalterato alle generazioni successive di modo che
anche queste possano godere di quei beni naturali che costituiscono una risorsa
ed una ricchezza inesauribile se razionalmente utilizzata.
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Il Global Change comporta l’intensificarsi
di calamità naturali in grado di alterare quei segni culturali
impressi dalla popolazione locale sul territorio. |
In tale
ottica è stato istituito nel 1972 l'UNEP, (United Nations Environment Programme)
un organismo delle Nazioni Unite per la protezione dell'ambiente. Sono state
avviate ricerche, studi, progetti per la difesa degli ecosistemi deboli e fragili
del pianeta (ambienti marini, zone
deltizie, lagune, aree
costiere), interessati da livelli di pressione antropica elevata per la
concentrazione di popolazione ed attività produttive fortemente inquinanti.
L'organismo internazionale, infatti, è impegnato in una raccolta continua e
difficile (soprattutto quando si tratta di PVS) sullo stato dell'ambiente nei
continenti e nelle aree più diverse del pianeta per comprendere l'entità delle
interconnessioni tra i fenomeni apparentemente sconnessi ed indipendenti.
I protocolli d'intesa fra gli stati dell'ONU per arginare alcune problematiche
ambientali, sono redatti proprio in base ai dati forniti dall'UNEP e alla loro
interpretazione e lettura critica. Nei paesi avanzati esistono sistemi più o
meno organizzati e diffusi sul territorio di agenzie ambientali e numerose organismi
governativi che soprintendono regioni omogenee appartenenti a due o più stati.
Il monitoraggio ambientale è una pratica diffusa in America settentrionale dove
le agenzie ambientali dispongono della tecnologia più avanzata e, in Europa,
è condotto ad alti livelli dall'EEA (Environment European Agency) che possiede
la documentazione relativa a tutti gli stati facenti parte dell'UE.
Per evitare "conflitti ambientali" tra i membri della comunità e tutelare
la salute dei cittadini e le risorse naturali, considerate un bene di tutti,
l'UE emana direttive prontamente recepite dai governi nazionali e molto attente
sia alle dinamiche produttive sia pressioni ambientali in atto nel continente.
Diversa è la situazione in Asia, Africa e America Latina dove, pure essendo
presenti organismi intergovernativi creati per tutelare interessi di aree che
puntano su risorse economiche analoghe, praticamente non esiste alcuna opinione
pubblica ed informazione relativa a tale problematiche, considerate di secondaria
importanza rispetto alle emergenze sanitarie, economiche, infrastrutturali.
In alcune aree (America latina), si stanno effettuando forme di cooperazione
per tutelare e utilizzare al meglio le risorse presenti in bacini idrografici
afferenti a più stati.
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I disastri ambientali si ripercuotono
sulla popolazione locale, determinando un vistoso peggioramento della
qualità della vita e alterandone l’originaria distribuzione sul
territorio; ai rifugiati politici sempre più si affiancano i “rifugiati
dell’ambiente”. |
L'UNEP
cerca sia di coordinare le informazioni provenienti dai singoli organismi e
servirsi di questi stessi come "intermediari" per attuare interventi
mirati su singole aree del Pianeta. I progetti di salvaguardia partono dal presupposto
che, per tutelare un ecosistema, è necessaria una fattiva collaborazione fra
tutti gli stati che insistono su di esso. La funzione principale dell'UNEP consiste
nel coordinare le politiche in campo ambientale ed intervenire dove i governi
locali non dispongano di mezzi adeguati per monitorare il territorio e prevenire
eventuali disastri ecologici. Ci sono ecosistemi che si estendono su territori
di più paesi: questi ultimi cercano di trarre dal loro sfruttamento i maggior
vantaggi possibili. Gli organismi internazionali, ponendosi al di sopra di interessi
particolaristici, sono gli unici in grado di far rispettare norme capaci di
ridurre la pressione su tali ambienti senza danneggiare le attività economiche
di ciascun paese ma rendendole gradualmente compatibili con l'ecosistema stesso.
I piani d'azione si pongono come obiettivo non solo la protezione ambientale
ma anche la regolamentazione degli usi (spesso contrastanti) messi in atto da
stati diversi su ambienti omogenei, cercando di realizzare nuovi equilibri tra
sviluppo economico e tutela dell'ambiente in una prospettiva fortemente innovativa.
L'UNEP ha tutte le potenzialità per far compiere quel "salto di qualità"
che porti alla risoluzione di questioni ambientali oggi affrontate timidamente.