La ricerca scientifica e tecnologica: una risorsa per l'ambiente

Tutti gli esseri viventi contribuiscono attivamente in misura diversa a modificare il sistema Terra: basti pensare come l'atmosfera terrestre sia stata alterata nelle sue originarie componenti e caratteristiche dall'azione combinata di piccoli organismi unicellulari.
Anche l'uomo condiziona e plasma l'ambiente naturale a seconda delle sue esigenze e dei suoi bisogni, pur essendo parte integrante della biosfera, riesce pesantemente ad influenzare la vita delle altre componenti biotiche, arrivando persino a decretarne l'estinzione a causa di scelte poco oculate. Questa capacità di gestire la complessità biotica ed abiotica lo ha portato, nel corso dei secoli, ad una progressiva diffusione in quasi tutte le aree del pianeta, restringendo progressivamente i limiti sia altimetrici sia latitudinali dell'ecumene adattandosi anche a condizioni climatiche che rendono particolarmente difficile la vita.

Strumenti ad alta tecnologia hanno permesso di studiare e valutare gli effetti dell'attuale modello di sviluppo sulle componenti naturali.

In Antartide sono localizzati i centri di ricerca più avanzati in materia di monitoraggio ambientale


Pur ponendosi al vertice della piramide evolutiva grazie alla cultura e la tecnologia in suo possesso, bisogna comunque considerare gli stretti rapporti di interdipendenza che legano l'uomo alle altre componenti: minare alle basi l'edificio naturale significa compromettere il sistema di risorse indispensabili alla vita umana. Sarebbe, però, ugualmente deleterio attribuire al progresso tecnologico l'attuale degradazione ambientale in quanto non è la tecnologia in sé a dover esser condannata ma al cattivo uso che spesso se ne fa.
Non un antistorico ritorno allo "stato di natura", ma un ulteriore progresso tecnologico deve essere sostenuto e considerato come l'unica soluzione plausibile, accettabile e storicamente possibile dei problemi attuali che non riduca l'attuale benessere (anzi lo estenda anche ai paesi in via di sviluppo).
I più importanti documenti redatti a livello internazionale hanno considerato proprio "una tecnologia ecocompatibile" come argine della degradazione ambientale. Sia nella conferenza di Stoccolma che in quella di Rio si considera obiettivo prioritario l'internazionalizzazione delle conoscenze scientifiche e tecnologiche in quanto, considerata la dimensione globale dell'inquinamento, è necessaria una stretta partnership tra paesi avanzati e non.

I progressi scientifici e tecnologici hanno consentito di guardare la Terra da un'ottica diversa: dallo spazio il nostro pianeta ci appare realmente un organismo unitario, un sistema chiuso in sé.

Questa "prospettiva ecologica" innerva profondamente l'attuale ricerca tecnologia: grazie ad essa si è potuto comprendere lo stato dell'ambiente, modificare i cicli produttivi, utilizzare in modo innovativo le risorse naturali, ridurre il dispendio di energia a parità di resa, approntare sistemi di riciclaggio etc.
Non si può certo evitare l'utilizzo di sostanze dannose per mantenere ed estendere ai PVS gli attuali standard di vita della società avanzate ma si possono ridurre sempre più gli impatti sull'ambiente attraverso adeguati sistemi di gestione compatibili e un atteggiamento ottimistico nei confronti della creatività e dell'ingegno umano (Appello di Heildeberg). La "Tecnosfera" (ossia l'insieme delle innovazioni tecniche frutto dell'inventiva e dell'intelligenza umana) ha subito, al pari delle componenti biotiche e abiotiche del sistema terra, una profonda evoluzione che a partire dalle prime pietre scheggiate fino alle più sofisticate apparecchiature spaziali, ha inciso profondamente sull'ambiente.
La rivoluzione industriale (fine XVIII - inizio XIX) ha prodotto un radicale mutamento nei modi di produrre, portando gradualmente benessere e ricchezza in Europa e Nord-America: oggi è necessaria una nuova rivoluzione che renda partecipi tutti gli stati dei benefici connessi al potenziamento delle attività produttive. Perché ciò si realizzi, è necessario che si progetti una tecnologia ecocompatibile: cosa succederebbe, ad esempio, se all'attuale inquinamento atmosferico (imputabile essenzialmente al traffico veicolare e alle industrie dei paesi avanzati soprattutto nel secolo scorso) si sovrapponessero le emissioni prodotte dai paesi densamente popolati, che coprono circa 2/3 della superficie terrestre?

Opera House, Sydney. I progressi della ricerca si riflettono inevitabilmente nelle forme urbane.

Il progresso tecnologico non si risolve in degrado ambientale ma si muova nel rispetto delle generazioni attuali e di quelle future solo se adeguatamente supportato da un processo che coinvolga anche la sfera culturale (noosfera): una visione etica, democratica ed equilibrata delle problematiche attuali e non un mero tecnicismo possono condurre oltre orizzonti e ambiti economici ristretti verso una considerazione globale del sistema terra.

 

torna a le sfere dell'equilibrio possibile