Sviluppo economico, sviluppo umano e organizzazioni internazionali
Il grado di sviluppo di una società non può esser determinato in base alla sola componente economica. Pur riconoscendone l'innegabile valore sarebbe riduttivo fermarsi al PIL (prodotto interno lordo): la valutazione dello status economico va inserita in un discorso complesso ed articolato che tenga conto di variabili sociali, politiche, ambientali, etc... In tal caso lo sviluppo assume un valore ed un significato molto più ampio: non è confuso con il termine "crescita", non implica solo trasformazioni quantitative ma considera soprattutto i cambiamenti qualitativamente rilevanti.
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India, Calcutta. La "Self Employed Women's Association" ha favorito l'ingresso delle donne nel mondo del lavoro attraverso prestiti concessi a condizioni estremqamente favorevoli. |
L'UNDP (United Nation Development
Programme) ha stabilito una serie di indicatori in base ai quali definire lo
stadio di sviluppo di uno stato. Tra essi figurano la qualità urbana,
l'assistenza sanitaria, il funzionamento delle istituzioni scolastiche, il
livello di democrazia raggiunto, la distribuzione della ricchezza, la condizione
delle donne, il grado di dipendenza dall'estero, l'accessibilità alle
istituzioni sociali e sanitarie per comprendere le divergenze profonde tuttora
presenti sul pianeta Terra.
In tale ottica si pone anche la teoria dello
sviluppo sostenibile: si parla
infatti di un' equità sociale da realizzare su due fronti diversi e
complementari. L'equità sociale deve essere applicata sia a livello
intergenerazionale che a livello intragenerazionale: non solo efficienza
economica ma anche rispetto per i diritti umani dal momento che l'incremento del
PIL deve essere funzionale ad un miglioramento delle condizioni di tutta la
società, presente e futura. Un paese può considerarsi "sulla strada dello
sviluppo" solo se i capitali ed i proventi delle attività locali e delle
esportazioni nazionali facciano sentire i loro benefici su tutta la popolazione, dal momento che la centralità non è conferita più al PIL ma ad una serie di
componenti strettamente correlate ed interagenti (al centro dello sviluppo si
pone l'uomo, con le sue esigenze, i suoi bisogni i suoi diritti).

| La linea rossa separa i paesi industrializzati ed avanzati da quelli considerati "Terzo Mondo" in base agli indicatori dello sviluppo. |
Tale concezione, confluita nel concetto di sviluppo sostenibile, è frutto di un
lungo cammino che ha portato pian piano ad un cambiamento della tradizionale
concezione di sviluppo come crescita qualitativa più che quantitativa. A questo
punto è necessario adottare nuove forme di
collaborazione tra gli stati:
l'Agenda 21 indica nel trasferimento di tecnologie avanzate, nella formazione
professionale, nella valorizzazione delle potenzialità endogene ,delle identità
culturali le linee guida di una collaborazione che sicuramente non può ridursi
ad un semplice aiuto finanziario o all'importazione di modelli esogeni.