Il sistema di protezione ambientale in Italia
Il sistema
di protezione ambientale è relativamente giovane nel nostro paese e, di conseguenza,
non ancora articolato su tutto il territorio nazionale. Il Ministero dell'Ambiente
e della Tutela del Territorio nell'ultimo decennio ha promosso la nascita di
agenzie a livello regionale e provinciale, centri di ricerca e laboratori territoriali
in grado di creare una rete connettiva fornita di dossier ambientali su ciascun
territorio.
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Il Parco Nazionale del Gran Paradiso. |
In Italia
si sta diffondendo la pratica del "reporting ambientale" un
documento concepito in un'ottica dinamica, una vera e propria "radiografia
del territorio" effettuata attraverso opportuni indicatori ambientali che
riescono ad andare "oltre le apparenze" e a far comprendere il livello
di concentrazione delle sostanze nocive e dannose nell'aria, nell'acqua e nel
suolo. Tale funzione tecnico-conoscitiva è svolta essenzialmente dall'ANPA (Agenzia
Nazionale per la Protezione Ambientale) che, a partire dal 1994 (è stata istituita
con la legge 61/94), costituisce l'anello di congiunzione tra il Ministero e
le singole realtà territoriali. Raccoglie i dati monitorati dalle ARPA (Agenzia
Regionale), dalle APPA (Agenzia Provinciale) e dai PFR (Punti Focali Regionali),
ossia dal complesso di agenzie presenti in Italia ed istituite nell'ultimo decennio.
L'ANPA, insieme all'ICRAM (Istituto per la Ricerca Scientifica e tecnologica
applicata al Mare) e all'ENEA, pone le linee guida a cui le singole agenzie
devono uniformarsi per realizzare uno "screening" del territorio italiano
e pervenire a tabelle-dati e ad una cartografia omogenea. Solo così i singoli
CTN (Centri Territoriali Nazionali) che afferiscono all'ANPA potranno realizzare
un accurato reporting sullo stato dell'ambiente in Italia,necessario per redigere
una corretta normativa in tale settore. Il Ministero, l'ANPA, l'ENEA
(comitato nazionale per lo sviluppo dell'energia nucleare e delle energie alternative)
e l'ICRAM sono, a loro volta, punti di riferimento per l'Agenzia Ambientale
Europea (EEA) che mira ad una lettura delle dinamiche ambientali in chiave più
ampia (molte leggi ambientali non fanno che recepire le direttive europee a
livello nazionale).

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Realizzare un documento unitario e, al tempo stesso, dinamico della complessa realtà ambientale italiana costituisce un importante traguardo per l'ANPA. |
Si determina una struttura gerarchica ma fortemente integrata e
interconnessa in quanto i dati monitorati ai livelli più bassi
costituiscono la materia più importante ed indispensabile per tutte le
elaborazioni successive e per determinare forme di gestione più
razionali. L'ARPAC (Agenzia Regionale di Protezione Ambientale della
Campania) svolge un'azione di supporto ad altri Enti e collabora
attivamente con la Regione per la redazione di pianificazioni
appropriate.
I controlli effettuati sul territorio sono funzionali soprattutto alle
proroghe o al rilascio di autorizzazioni per attività da inserire nel
territorio (il riflesso di tale collaborazione si riscontra proprio
nell'ampio spazio dedicato a problemi di riqualificazione e risanamento
territoriale nel P.O.R. Campania).

Prima dell'istituzione di un sistema nazionale diffuso capillarmente,questa
funzione era assolta essenzialmente dalle associazioni ambientaliste (ventotto
sono state riconosciute dal Ministero) e dalle Università : in questo caso i
dati raccolti, spesso preoccupanti, non riuscivano a trasformarsi in azioni
concrete e in piani di risanamento d'aree degradate o soggette a rischio ambientale.
La mancanza di un "network" fortemente integrato ,che rifletta
la complessità sistemica dell'ambiente,ha prodotto una generale e diffusa mancanza
per le questioni ambientali a livello decisionale e politico. Oggi si cerca
di sensibilizzare e rendere partecipi di tali problematiche tutti attraverso
l'obiettivo di un'"educazione
ambientale permanente" e grazie ad un decreto legislativo (D.L. n.
39/97) che include tra i diritti di ciascun cittadino italiano l'accesso senza
alcuna restrizione alle banche dati del Ministero, delle Agenzie ambientali
e degli Enti Locali. Sulla stessa linea si pone il notiziario "L'ambiente
informa", redatto e pubblicato via internet a seguito delle disposizioni
della Legge n. 334/97.