All'origine della desertificazione
Pressione demografica e cattive tecniche agrarie hanno determinato e determinano la perdita di 100.000 ettari l'anno. La parcellizzazione fondiaria costringe il piccolo proprietario a non lasciare a riposo il suolo perché riacquisti i nutrienti necessari al ripristino dei normali livelli di produttività. Nei paesi in via di sviluppo, infatti, il modesto raccolto costituisce l'unica ed irrinunciabile risorsa per intere famiglie. Gli stessi effetti negativi sono prodotti dall'agricoltura itinerante che, nelle zone equatoriali, comporta l'abbattimento di ampi tratti di foresta per destinarli ad usi agricoli.
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| Niger, deserto del Ténéré. Il deserto è una realtà assolutamente inconciliabile con le esigenze della vegetazione spontanea e delle colture agricole. |
Al contrario di quanto potrebbe far pensare la lussureggiante vegetazione pluviale, questi terreni non sono adatti alla coltivazione poiché troppo ricchi di minerali e privi di sostanze nutritive. Le aree disboscate vengono ciclicamente abbandonate; si dà inizio al processo di "laterizzazione" ossia alla trasformazione del suolo in una superficie così compatta da assumere la consistenza di un mattone. Vaste aree di manto boschivo vengono incendiate e destinate ad un'agricoltura precaria, incapace di risolvere i problemi delle popolazioni: una volta scomparsa la protezione data al suolo dalla radice e dalla chioma degli alberi, l'azione delle acque e del vento è alla base di intensi processi di erosione.
Piogge ed errati sistemi di aratura sono all'origine di piccoli torrenti che si ingrandiscono portando via grande quantità di suolo fertile. L'unica strada per arginare l'azione erosiva delle acque e, di conseguenza, il processo di desertificazione potrebbe essere il rimboschimento oppure la copertura con paglia o altri vegetali del terreno interposto tra le colture (attualmente questi accorgimenti riguardano solo l'agricoltura di piantagione, non quella itinerante e di sussistenza!).
Spesso il suolo, soprattutto in Asia e nell'area mediorientale, diventa sterile a causa di una progressiva salinizzazione. L'innalzamento della falda freatica, dovuto ad un'eccessiva irrigazione delle terre semi-aride, determina solo inizialmente un aumento della produttività: l'acqua, risalendo verso l'alto, porta con sé sali ed alcali che renderanno sterile il terreno. All'origine della salinizzazione spesso ci sono programmi di sviluppo di paesi emergenti che, senza considerare le conseguenze, utilizzano tecniche agrarie non adatte alla qualità dei loro suoli.
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| Indonesia, isola di Java. L'area appena disboscata manterrà solo per poco tempo un buon livello di produttività. |
Non solo l'agricoltura ma anche la zootecnia, qualora non rispetti le caratteristiche delle superfici in cui è praticata, comporta un impoverimento del terreno. Nel Sahel le aree ai confini col deserto sono state, ad un certo punto, impiegate per ammassarvi il bestiame e permettere di destinate all'agricoltura tutte le zone poste più a sud: si erano verificate, nel ventennio anteriore agli anni '70, precipitazioni che avevano determinato la possibilità di realizzare buoni raccolti. Un'agricoltura praticata senza tener conto della transitorietà di quel momento e un allevamento poco rispettoso degli equilibri delle aree ai margini del Sahara hanno portato, successivamente, ad una progressiva desertificazione ed improduttività, causa di morte sia per la popolazione sia per i capi di bestiame.