La mobilità in Campania

La vivibilità di un centro urbano si misura in base a tre fattori strettamente correlati ed interconnessi: la mobilità, le emissioni atmosferiche, la presenza di verde urbano.
Lo scorrimento del traffico veicolare, l'inquinamento acustico, la presenza di aree alberate costituiscono percepibili e semplici parametri che ciascuno di noi utilizza, anche inconsapevolmente, ogniqualvolta deve formulare un giudizio su una città. In Europa ed in Italia i centri si contraddistinguono per la presenza di un tessuto viario "storico". Le strade, progettate in epoche con esigenze di mobilità diverse dalle attuali, risultano inadeguate al traffico odierno: non riescono a sostenere la concentrazione e gli imponenti flussi di autovetture "attratte" proprio dai quartieri più antichi caratterizzati da una progressiva espulsione della popolazione residente e da una conseguente terziarizzazione . Napoli presenta tutte le caratteristiche suddette: enormi flussi di auto in entrata e in uscita, forte attrazione esercitata sull'intero territorio regionale,concentrazione di funzioni in un'area ristretta rappresentano solo alcuni aspetti peculiari della mobilità nel capoluogo campano.

Nel sistema regionale campano Napoli diviene "punto nevralgico" su cui convertono gli assi provenienti dalle altre province.


Il centro storico "soffre" il peso di un traffico spesso paralizzato; gli spazi verdi sono fortemente ridotti e lasciano posto a parcheggi autorizzati ed abusivi che sottraggono spazio ai pedoni ; la strada non assume più la valenza di luogo sociale, di spazio vissuto ma riduce la sua funzione al semplice scorrimento o parcheggio delle autovetture. Questa nuova immagine del centro di Napoli contrasta fortemente con la storia di una città in cui la strada ha sempre rappresentato un fattore, uno strumento di forte coesione sociale. Nei quartieri il" vicolo", una forma urbana tipicamente napoletana, con i suoi bassi, le attività svolte, ha sempre rappresentato un luogo di coesione sociale e di incontro.
La progressiva degradazione dei palazzi storici, i ritmi di traffico odierni hanno trasformato e svuotato profondamente una struttura viaria dall'indubbio valore identitario. A questo si aggiungono i valori negativi della qualità dell'area di Napoli. Si è cercato, attraverso il biomonitoraggio, di comprendere a fondo la situazione del complesso sistema partenopeo, esaminando aree caratterizzate da funzionalità diverse. L'ARPAC sta provvedendo ad un monitoraggio serio dell'area in questione per la quale si registrava una cronica carenza di dati in un settore di estrema importanza per la qualità urbana.
Tale mancanza può essere posta in relazione alla favorevole posizione geografica di Napoli e con la sua vicinanza al mare: nonostante i livelli di inquinamento atmosferico siano rilevanti, tuttavia non si creano quasi mai situazioni di vero e proprio "ristagno "di sostanze inquinanti sulla città per tempi prolungati grazie alle correnti d'aria provenienti dal mare. I valori di piombo sono sicuramente diminuiti, altrettanto non si può dire per le altre componenti emesse soprattutto dalle autovetture. Come risolvere il problema della mobilità a Napoli, considerando le esternalità negative di un pendolarismo massiccio?


L’incidenza dello svincolo ferroviario di Napoli sul paesaggio urbano e periurbano riflette il ruolo nodale della metropoli campana nell’ambito del più vasto sistema meridionale.

Sicuramente la chiusura del centro storico non può essere considerata una valida risoluzione. Favorire l'accessibilità significa innanzitutto garantire ad ogni cittadino la possibilità, di muoversi liberamente senza divieti di alcun genere e senza disagi particolari. Spesso, infatti,le chiusure di alcune zone al traffico non fanno altro che spostare il problema dalle aree centrali a quelle periferiche, rendendo aree di forte attrazione difficili da raggiungere. E' necessario un sistema di trasporti integrato che assicuri ad ogni cittadino maggior vantaggi del mezzo privato.
I problema "mobilità" a Napoli può essere risolto solo limitando il pendolarismo, agendo non solo sui flussi provenienti dalle aree residenziali e dai quartieri periferici dell' hinterland napoletano ma anche su quelli riconducibili alle singole province campane. La questione deve essere letta e valutata in chiave regionale dal momento che,nonostante i tentativi di riequilibrio della rete urbana, la Campania presenta ancora una rete urbana essenzialmente monocentrica.
Di qui i numerosi accordi tra Regione e amministrazioni locali per pervenire ad una " metropolitana regionale", ossia ad un sistema di mobilità fortemente integrato ed interconnesso. Solo così è possibile restituire ai cittadini l'ambiente urbano ed evitare la deposizione di metalli pesanti dannosi non solo per la salute dei napoletani ma anche per i simboli della loro identità culturale.

 

torna a industria e infrastrutture