Approccio locale o globale?

Le molteplici interpretazioni della "teoria dello sviluppo sostenibile" hanno interessato soprattutto il problema della scala. Ci si chiede con insistenza a quale scala devono essere calibrati gli interventi, in che modo devono agire le organizzazioni ambientali mondiali perché realmente si attui un processo di inversione delle tendenze attuali. Se è necessario leggere i problemi ambientali odierni alla scala globale (il sistema terra, più che mai nella società attuale, è considerato come un organismo unitario), le azioni concrete non possono fermarsi a protocolli d'intesa che mirino a stabilire semplici limiti alle emissioni inquinanti.


Honduras, villaggio devastato dalla violenza di un uragano. Il cambiamento climatico necessita di essere affrontato alla scala globale perché si riducano calamità naturali provocate dalle variazioni;
solo adottando tale prospettiva è possibile mitigare quelle calamità naturali strettamente connesse al progressivo innalzarsi della temperatura.

Gli effetti di una politica ambientale condotta attraverso conferenze e trattati internazionali si è rivelata necessaria ma insufficiente. Questi interventi sono stati funzionali ad una maggiore consapevolezza della globalità, delle forti interconnessioni dell'inquinamento e delle sue ricadute anche in ecosistemi alle alte latitudini ed altitudini. Ma adesso è necessario riconsiderare in una dimensione diversa tali problemi: solo attraverso piani e progetti realizzati per le singole situazioni ambientali si può pervenire ad un' inversione delle tendenze attuali.

L'approccio locale, o meglio territorialista, vuole imprimere nuova vitalità alla teoria sostenibile, pienamente definitasi dopo Rio, che non può limitarsi e ridursi a vaghe enunciazioni. Uno dei principi cardine dell'Agenda 21 è costituito proprio dal rispetto delle realtà locali quale fondamento di un'azione che miri a riconoscere il potenziale endogeno, l'identità culturale, le risorse territoriali. In questo modo si realizza una dimensione altrettanto rilevante della sostenibilità : la sostenibilità culturale.


Area Flegrea, Nisida e Coroglio. Impianti industriali inseriti in un contesto dalle indubbie valenze ambientali e paesaggistiche. Gli impatti necessitano di essere
dapprima valutati alla scala locale per concorere al mantenimento dei globali equilibri ecosistemici. 

Si deve tendere ad un riequilibrio delle componenti territoriali considerate, in modo unitario e collocate opportunamente dal punto di vista storico, geografico, culturale ed economico: non significa adottare una prospettiva limitata, significa al contrario calibrare opportunamente gli interventi. In tale prospettiva le comunità locali assumono un ruolo particolarmente rilevante: da semplice soggetti passivi dello sviluppo divengono protagonisti attivi dei cambiamenti in atto. La sostenibilità, infatti, considera lo sviluppo un processo molteplice, complesso, che deve necessariamente radicarsi nelle realtà per conservare quella "diversità" caratteristica principale dell'ecosistema terra.

 

torna a le sfere dell'equilibrio possibile