L'espansione urbana: un fenomeno sostenibile per l'ambiente?
L'ecosistema urbano si pone come massima espressione dell'artificialità, estrema alterazione di un ambiente naturale ad opera dell'uomo. I "segni della natura" sono ridotti al minimo o confinati in determinate aree; si perde qualsiasi contatto fisico e visivo con il suolo, coperto uniformemente da uno strato di cemento; la flora e la fauna sono presenti nella misura in cui riescono ad adattarsi ai ritmi e alle condizioni imposte dalla comunità. Si determina, insomma, una profonda dissociazione tra uomo e ambiente, tra cultura e natura, considerata solo in funzione dei bisogni della comunità.
![]() |
|
Barcellona, città europea del contesto mediterraneo. |
La città odierna è il frutto di un'errata concezione di sviluppo che, per lungo tempo, ha posto una stretta correlazione tra crescita economica e qualità della vita. La città paleoindustriale e neoindustriale è stata considerata alla stregua di una "macchina" capace di produrre ricchezza ed occupazione, incurante delle ripercussioni prodotte sull'ambiente e, di conseguenza, sulla salute dei cittadini. Per superare questa visione semplicistica e riduttiva, oggi si parla di "ecosistema" anche riferendosi all'organismo urbano caratterizzato da relazioni, funzioni, componenti antropiche e non, fattori sociali e culturali, connessione economiche, classi socio-spaziali strettamente interdipendenti ed interagenti fra di loro.
Al pari di quanto accade per gli ecosistemi naturali, anche in questo caso solo dalla comprensione del sistema di funzionamento urbano si può pervenire ad una "pianificazione sostenibile". I grandi agglomerati insediativi sono visti come "macrosistemi, mosaici di ecosistemi abiotici urbano-industriali (blocchi di edifici residenziali, complessi industriali, centrali, infrastrutture da trasporto etc.) mescolati a sistemi biotici (giardini parchi, aree di verde urbano eventuali ecosistemi agrari interposti)". (Di Fidio 1991)
Nella visione sostenibile la scala urbana assume una particolare rilevanza dal momento che il processo di urbanizzazione è un fenomeno in crescita non solo nei paesi avanzati ma anche nei P.V.S.: si calcola che la maggior parte della popolazione risiederà in ambito urbano, collocandosi soprattutto lungo le fasce costiere e perifluviali.

|
Chicago, Central Business District. Le forme eleganti e i materiali innovativi del C.B.D. spesso portano a non considerare gli squilibri |
| economici e le tensioni sociali esistenti nelle megalopoli degli stati avanzati. |
A partire dalla Conferenza di Rio, in base alle linee guida dell'Agenda 21 (capitolo 7), sono stati redatti numerose " Agende 21 locali" frutto della collaborazione attiva fra associazioni cittadine e organismi amministrativi, con l'obiettivo di rendere "sostenibili " i centri urbani. Nel 1994 la stretta connessione tra stili di vita urbani e problematiche ambientali è stata fortemente ribadita dalla "Carta Europea delle città sostenibili di Aalborg" che considera la città come principale responsabile degli impatti ambientali. Risparmio energetico, riduzione della mobilità, incentivi al riciclo, pianificazioni accurate, spazi verdi, recupero e rifunzionalizzazione dei simboli identitari costituiscono prerogative essenziali di ogni piano urbano locale secondo la Carta Europea.
La città è il più "insostenibile" degli ambienti artificiali progettati dall'uomo: per questo la sostenibilità urbana deve essere intesa in una prospettiva necessariamente "debole". La città sostenibile tende al superamento delle dissociazioni presenti al suo interno in ambito sociale dal momento che uno degli obiettivi della nuova concezione di sviluppo è proprio l'equità sociale. Spesso, infatti, la città si configura come luogo di tensione, di scontro, di emarginazione tra classi dominanti e classi dominate che non riescano a imprimere nel tessuto urbano i segni delle loro aspettative, della loro cultura, delle loro esigenze.
La città sostenibile deve tendere non solo alla " chiusura" del ciclo urbano, per migliorare la qualità dell'ambiente urbano e globale, ma anche al superamento delle eventuali dissociazioni in atto.