Maree, correnti, moto ondoso e gradiente termico
Attualmente l'energia
proveniente dal mare copre una percentuale bassissima del fabbisogno mondiale:
soltanto se la ricerca tecnologica raggiungerà nuovi livelli potrà essere
sfruttato il movimento delle onde, delle maree, delle correnti e il gradiente
termico (la differenza di temperatura) tra acque superficiali e fondali.
Sono stati progettati speciali "galleggianti" in grado di ruotare o oscillare
per effetto del moto ondoso, al fine di raccogliere e trasformare l'energia
cinetica in energia elettrica.

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I mulini ad acqua testimoniano ancora oggi l'importanza delle risorse rinnovabili nello stadio pre-industriale. |
Oggi la fonte di energia marina più sfruttata è quella
collegata al periodico alzarsi ed abbassarsi del mare (movimento
di marea). Le centrali mareomotrici sono realizzate lì dove si registrano
considerevoli differenze tra alta e bassa marea e dove ci sono baie abbastanza
profonde. I siti con caratteristiche ottimali per la costruzione degli impianti
sono in tutto una trentina: attualmente è funzionante solo una centrale in Francia,
lungo l'estuario del fiume Rance. Gli scienziati hanno calcolato che,qualora
si sfruttassero anche tutti i siti potenzialmente disponibili, soltanto il 4%
dell' energia mondiale potrebbe essere prodotta in questo modo.
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L'energia proveniente dal mare, quindi, è una speranza
per un futuro abbastanza lontano dal momento che le
conoscenze e le tecnologie a nostra disposizione ci consentono di usufruirne
solo per una piccolissima frazione. In Italia e, in generale, in tutto il Mediterraneo,
è del tutto antieconomico utilizzare tipologie alternative: trattandosi di un
mare semichiuso le coste sono interessate ben poco dal fenomeno della marea
e la forza delle onde è sensibilmente ridotta. Anche i progetti effettuati nello
stretto di Messina si sono dimostrati visibilmente antieconomici.