Ambienti deltizi tra pressione antropica e innalzamento delle acque costiere

I grandi delta fluviali esercitano una forte attrazione in virtù delle loro caratteristiche topografiche, climatiche e ambientali. Non a caso proprio su queste "acque di transizione" si sono formate città di antichissima tradizione, soprattutto in area asiatica. Le immagini satellitari ci mostrano chiaramente i preoccupanti livelli di copertura urbana alle foci dei grandi fiumi indiani, cinesi ed indocinesi, dovuti alla crescita demografica che ha interessato le città dei P.V.S. nell'ultimo decennio.

Amazzonia, Manaus. Lungo le fasce perifluviali si localizzano la maggior parte dei villaggi del bacino amazzonico.


Il delta, a causa dell'enorme pressione antropica cui è sottoposto e in mancanza di adeguati sistemi di scarico, diventa un vero e proprio collettore di acque reflue non trattate di diversa origine: ciò provoca inevitabilmente la scomparsa di tutta la popolazione ittica. L'esigenza di nuove aree da urbanizzare determina la "bonifica" dei numerosi isolotti che si formano all'interno dell'area deltizia, eliminando la flora e la fauna locale: il sistema urbano, visto dall'alto, sembra quasi "soffocare" l'organismo fluviale, comprimendo ed incanalando le acque in percorsi ben definiti.
Alla pressione antropica esercitata direttamente lungo le sponde e sul delta dei fiumi si aggiunge una "pressione indiretta", effetto delle concentrazioni di gas serra e del relativo aumento della temperatura. Il progressivo innalzamento del livello del mare, la conseguente salinizzazione delle falde acquifere (fenomeno che interessa attualmente molte fasce costiere) costituiscono un ulteriore "fattore di rischio" per aree densamente popolate.

 

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