Una nuova definizione di ambiente

Per molto tempo con il termine "ambiente" si è indicato il risultato di una serie di processi essenzialmente naturali, considerati all'origine di tutto ciò che è intorno a noi. Non a caso il termine deriva dal latino "ambire" (ossia circondare, stare intorno): è implicito anche un senso di centralità dell'uomo, visto non come parte integrante della biosfera ma quale componente esterna, capace di plasmare, gestire un "ambiente" creato appositamente per la sua crescita materiale e spirituale in virtù delle superiori doti intellettive di cui è dotato.
Tale visione antropocentrica (presente nel mondo greco-romano e avvalorata per secoli dal pensiero cristiano-occidentale), può rivelarsi pericolosa nella nostra società in cui i bisogni connessi alla crescita demografica e l'utilizzo di tecnologie dal forte impatto possono alterare profondamente l'ambiente. Gli effetti provocati da una gestione inadeguata delle risorse naturali e dei territori, soprattutto nell'ultimo secolo, e le stime relative ai profondi cambiamenti complessivi hanno fornito l'input per una "rivoluzione copernicana" relativa al concetto di ambiente.

 Indonesia, terrazzamenti nell’isola di Bali. La comunità locale ha sempre utilizzato le risorse naturali in modo sostenibile: le componenti biotiche e abiotiche sono

considerate fonte di vita e di sostentamento da gestire in modo equilibrato e razionale.


L'ambiente è dato dalla profonda e continua interazione tra componenti naturali ed antropiche: in ogni territorio si sovrappongono visibilmente le trasformazioni determinatesi nei "tempi brevi" della storia e le modificazioni verificatesi nei "tempi lunghi" della natura fino a formare un "unicum" organico ed inscindibile. Attualmente è impossibile e per giunta anacronistico parlare di "ambiente" senza considerare la presenza umana in quanto ogni area del pianeta ne risente direttamente o indirettamente.
Natura e cultura costituiscono, quindi, un insieme integrato e retroagente: ogni azione dell'uno determina un "feedback" (una risposta) dell'altro in base alla quale si determineranno nuove scelte e nuovi comportamenti. Ad esempio, il feedback della componente "natura" alla combustione di idrocarburi operata dall'uomo è costituito da un aumento della temperatura che, come effetto, comporterà desertificazione, alterazione delle fasce climatiche, erosione del suolo, etc. In tal caso il "feedback" è una reazione ad una forte pressione tesa ad alterare gli equilibri naturali.

Le modalità di produzione delle risaie cinesi sono ancora radicate nella tradizione locale: il paesaggio agrario diventa manifestazione

tangibile di una cultura rurale antica in cui si realizza una profonda integrazione tra uomo e natura.


La nuova visione di ambiente, proposta con forza dall'attuale comunità scientifica, costituisce la linea guida per le attuali agenzie di protezione ambientale a tutti i livelli che, al contrario di molte associazioni ambientaliste, non propongono un anacronistico ritorno alla natura ma tendono ad una gestione integrata nel territorio in cui esigenze economiche, benessere, progresso e tutela ambientale costituiscano realtà compatibili. In questo modo l'ambiente diventa campo di indagine e di azione non solo per le discipline scientifiche ma anche per quelle umanistiche: la complessità insita nel nuovo concetto di ambiente rende indispensabile la compresenza di diverse competenze e modalità di lettura per realizzare un sistema in cui natura e cultura possano interagire attraverso "feedback" positivi in vista di nuovi e proficui equilibri.

 

 

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