Ciclo urbano: impronta ecologica e problema rifiuti

Gli ecosistemi naturali costituiscono dei sistemi chiusi in quanto ogni componente prodottasi ritorna all'ambiente, reinserendosi in un processo continuo e ciclico.
Parlare di " ciclo urbano" è di per sé una contraddizione dal momento che la città, ecosistema artificiale per eccellenza, non risulta governata dalle stesse leggi vigenti negli ambiti naturali. Il sistema urbano si configura come un sistema aperto, in costante squilibrio con l'ambiente esterno da cui preleva materie prime, cibo, prodotti di varia natura (flussi in entrata), immettendo enormi quantità di rifiuti solidi, liquidi e gassosi (R.S.U., acque reflue, emissioni atmosferiche quali flussi in uscita) che, per la loro particolare natura, non riescono ad essere assorbiti dal sistema Terra. Per comprendere meglio la pressione esercitata da qualsiasi organismo sulla biosfera, oggi si utilizza frequentemente il concetto di "impronta ecologica".
L'impronta ecologica di una città varia a seconda delle sue dimensioni demografiche, della cultura, della tecnologia e della situazione economica delle classi socio-spaziali presenti in essa. In tal caso l'impronta ecologica comprende tutte le aree deputate al mantenimento dell'organismo urbano e alla ricezione dei suoi rifiuti. In ambito urbano si è notato che ogni città, di qualsiasi dimensione essa sia, esercita un impatto ambientale molto al di là del territorio circostante.

La città si configura come un sistema aperto, in costante squilibrio con l'ambiente esterno.

La facilità dei trasporti, la globalizzazione dei mercati fanno si che determinati organismi urbani presenti nelle società avanzate estendano non solo la loro area di gravitazione a tutto il pianeta ( a causa delle elevate funzioni di cui sono dotate) ma prelevino i loro prodotti anche da ecosistemi lontani il cui sfruttamento dovrebbe essere prerogativa delle comunità locali. Queste ultime vengono così private della loro "impronta ecologica", ossia di quei terreni necessari alla produzione dei beni alimentari di prima necessità. E' stato calcolato, inoltre, che la quantità di rifiuti immessa nell'ambiente è direttamente proporzionale al reddito pro-capite e al PIL prodotto da ciascun paese.


Costa d’Avorio, discarica pubblica ai margini di Abidjan.

Le formazioni megalopolitane, che costituiscono l'espressione urbana di molte società avanzate, incidono fortemente sulla biosfera: si determina un degrado da ipersviluppo dovuto al consumo poco oculato delle risorse disponibili. La sostenibilità, applicata alla scala urbana, mira a chiudere il ciclo urbano puntando su alcuni obiettivi prioritari e tenendo presente il grado attuale di sviluppo tecnologico: la riduzione dei rifiuti (solidi, liquidi, gassosi) e dei consumi, il riciclo delle risorse utilizzate. Per raggiungere una meta così ambiziosa è necessaria una collaborazione fattiva tra cittadini, amministrazioni e comunità scientifica, attivamente impegnata nella progettazione di una tecnologia eco-compatibile.

 

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