La produzione di beni alimentari: una pressante richiesta all'ambiente
Il problema
alimentare costituisce una delle questioni più spinose e di difficile risoluzione:
un'elevata percentuale della popolazione mondiale soffre la fame oppure si trova
in una condizione di sottoalimentazione e denutrizione. L'elevata mortalità
infantile registrata nei paesi in via di sviluppo è diretta conseguenza dell'enorme
squilibrio tra popolazione e risorse.
La quantità media necessaria ad ogni individuo per uno sviluppo armonico e sano
del proprio organismo è pari all'incirca a 2.500 calorie. Nell'America latina,
in Asia e in Africa la media calcolata è di gran lunga inferiore alle 2.000
calorie al giorno pro capite. Questi dati sono solo indicativi: per evitare
denutrizione e malattie croniche una dieta deve essere bilanciata, ossia deve
contenere una giusta quantità di proteine, vitamine e sali minerali. Al contrario,
soprattutto nell'emisfero australe, ci si nutre quasi esclusivamente di cereali:
riso in Asia, miglio, soia, mais e manioca in Africa e nelle aree più povere
dell'America latina. In alcuni stati le proteine animali non vengono assunte
a causa di tradizioni religiose: l'India, pur vantando uno dei patrimoni bovini
più ricchi del mondo, praticamente non ne trae alcun vantaggio per arginare
la denutrizione diffusa nel Paese.
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| Kansas, coltivazione intensiva e meccanizzazione agricola. |
In altri
casi l'allevamento non è praticato per l'utilizzo ad usi agricoli di tutte le
superfici disponibili: in Cina la popolazione rurale basa il proprio sostentamento
sui raccolti di riso e su pochi animali da cortile. Gli effetti di tali regimi
alimentari sono chiaramente intuibili: debolezza, scarso rendimento nelle attività
lavorative, anemia, malattie della pelle, rachitismo, etc…
I forti tassi di crescita
demografica registrati proprio negli ultimi decenni nelle aree economicamente
deboli del mondo costituiscono un dato allarmante per la F.A.O. e le altre organizzazioni
internazionali che si occupano di fame e sottoalimentazione.
Per realizzare strategie di riequilibrio tra popolazione e risorse alimentari
è necessario operare su più fronti: i terreni
coltivabili e ancora disponibili devono essere utilizzati al massimo attraverso
una modernizzazione delle tecniche agrarie e una diversa ripartizione tra i
componenti delle comunità rurali. In America latina, invece, vaste aree fertili,
appartenenti ai latifondi vengono trascurate o coltivate solo in parte. In questo
caso un'adeguata riforma fondiaria potrebbe trasformare la grande massa di braccianti
in piccoli proprietari terrieri in grado di accrescere, col proprio lavoro,
la produttività agricola dei terreni assegnati, consapevoli dei vantaggi che
potranno trarre per sé e per la famiglia.
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| Aziende cerealicole negli Stati Uniti. |
Nell'Africa intertropicale, in molti villaggi, alla donna è affidato il compito di coltivare i terreni appartenenti alla comunità. Ciò determina l'utilizzo di strumenti inadeguati e la coltivazione dei soli lembi che circondano l'abitazione: è molto difficile scardinare strutture sociali, usanze e tradizioni così profonde e radicate. E' necessaria, innanzitutto, una pianificazione territoriale e una gestione delle risorse alimentari a livello mondiale.