Degradazione ambientale e stati patologici nelle società avanzate ed emergenti
Le condizioni
igienico-sanitarie di una comunità dipendono da una nutrita serie di
fattori storico-culturali, socio-economici ed ambientali.
Le interrelazioni tra ambiente e salute sono state individuate fin dai
tempi antichi, da quando i cambiamenti apportati dall'uomo al
territorio hanno inciso particolarmente sull'evoluzione delle malattie.
Nei paesi industrializzati, ad esempio, sono scomparsi del tutto
tifo, colera, malaria, poliomielite grazie sia al
progresso in campo medico-farmacologico sia al risanamento di aree malsane e ai controlli
della risorsa idropotabile .
Si sono sviluppate e diffuse, tuttavia, nuove patologie che studiosi e
scienziati considerano conseguenza di squilibri globali e della presenza
di sostanze tossiche nell'atmosfera, nell'idrosfera, nella catena
alimentare (l'uomo dipende strettamente da tutte le componenti biotiche
ed abiotiche per il proprio sostentamento).
Il miglioramento delle condizioni di vita, se ottenuto senza alcun
rispetto per l'ambiente, può agire da vero e proprio "boomerang" e
colpire i cittadino non solo direttamente con catastrofi naturali (frane
ed esondazioni) provocate da un'irrazionale gestione del territorio ma
anche indirettamente, in modo subdolo e silenzioso.
L'inquinamento prodotto da
industrie,
trasporti ed
agricoltura intensiva
non è la sola causa di molte patologie che colpiscono le società
avanzate: la salute degli individui dipende in gran parte dagli stili di
vita influenzati dalla cultura e dalle condizioni economiche. Già la
medicina greca aveva intuito l'importanza di
corretti comportamenti
alimentari, dell'esercizio fisico, di regole di vita equilibrate. Oggi il
fumo attivo e passivo, la sedentarietà, l'utilizzo di alcolici, lo stress,
i ritmi di vita poco consoni alle esigenze dell'organismo
umano, l'eccessivo consumo di carne e di grassi, il ricorso frequente ai
farmaci contribuiscono sicuramente ad alterare equilibri fisici e
psichici. Al pari di quanto accade per l'ambiente ,anche l'organismo
umano è sottoposto ad una pressione a volte insostenibile: i disturbi
psicologici si riflettono sulla componente fisica, debilitandola
profondamente.

| Il tasso di mortalità costituisce un valido indicatore dello stadio di sviluppo di un Paese. |
Nei PVS i condizionamenti imposti sulla salute umana sono diversi ma
rilevanti se consideriamo che l'alto indice di mortalità infantile e la
bassa "speranza di vita" sono provocati da agenti patogeni presenti
nelle
risorse idriche o dal proliferare di insetti portatori di malaria e
di altre patologie tropicali. Gli stili di vita della popolazione locale
risultano più una necessità che una scelta: l'acqua e i beni alimentari
a disposizione sono insufficienti e spesso carenti di alcune vitamine o
proteine. La situazione diventa precaria nelle cosiddette "città
milionarie" dei P.V.S. a causa delle forti concentrazioni di metalli
pesanti e sostanze cancerogene: un sistema stradale assolutamente
irrazionale associato ad un parco auto antiquato che non utilizza né
benzine verdi né accorgimenti per ridurre le emissioni (es. marmitta
catalitica) espone la popolazione urbana a livelli di inquinamento
atmosferico elevati anche all'interno delle abitazioni (inquinamento
in-door).

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Tanzania. La denutrizione (fame occulta) è causa dell'alta mortalità che colpisce soprattutto le prime classi d'età. |
La concentrazione della popolazione da poco inurbata in quartieri
improvvisati, privi di sistemi fognari ed idraulici, determina
l'insorgere di malattie intestinali e di infezioni di vario genere. Si
comprende l'importanza di una corretta pianificazione: l'ambiente
urbano, essendo un prodotto esclusivamente umano ed artificiale, deve
essere opportunamente strutturato per arginare sia il disadattamento e
la perdita di identità nelle società avanzate sia i problemi sociali e
sanitari nei P.V.S. Anche l'ambiente di lavoro deve essere tutelato, considerando le strette correlazioni individuate fra alcuni stati
patologici e determinati cicli produttivi: il rapporto causa-effetto
ampiamente accertato ha indotto alla promulgazione di leggi che limitino
l'utilizzo di sostanze pericolose, riducano i tempi di esposizione ed
impongano l'adozione di tutte le precauzioni necessarie per evitare
situazioni a rischio. Tali accorgimenti devono essere imposti dall'ONU
per realizzare ambienti di lavoro sicuri anche nelle aree in via di
sviluppo dove la manodopera locale non è tutelata dai governi e dove si
nota l'assoluta mancanza di una efficace "cultura della prevenzione". I
soggetti a rischio sono soprattutto gli adolescenti, esposti a solventi
e sostanze cancerogene proprio nel periodo più delicato del loro
sviluppo.