Interessanti
contributi dei direttori delle riviste italiane di geografia
In occasione
del trentesimo anno di pubblicazione di geografia, Cosimo Palagiano,
attuale responsabile della testata, ha chiesto agli altri direttori
delle riviste italiane della nostra disciplina di scrivere un articolo
riguardante la loro esperienza.
I contributi sono stati pubblicati sul numero monografico di geografia,
dedicato al trentennale, da poco distribuito (n. 1-2,2007) ma,
purtroppo, scarsamente diffuso al di fuori di una ristretta cerchia di
addetti ai lavori. Si ricorda che geografia fu diretta dal 1978 al 1993
da un insigne maestro, Osvaldo Baldacci (che dal 1994 fino alla morte -
giugno 2007 - ne fu direttore emerito), socio d’onore dell’AIIG, al
quale il suo allievo e nostro presidente, Gino De Vecchis,ha dedicato,
in occasione della scomparsa,un affettuoso ricordo sulla nostra rivista
(n. 5,2007, p. 38).
Il numero commemorativo del trentennale, oltre all’introduzione di
Cosimo Palagiano (“Perché geografia”, pp. 3-5) e agli indici dal 1987 al
2006 per annate e per autore (pp. 27-56), ospita altri sei contributi.
Inizia con la nota dello scrivente “Diffondere il sapere geografico e
spiegare come insegnarlo: ‘geografia’ e ‘Ambiente Società Territorio.
Geografia nelle scuole” (pp. 6-10) a cui segue quella di Andrea Cantile,
direttore delle due riviste dell’Istituto Geografico Militare:
L’Universo e il Bollettino di Geodesia e Scienze affini, “Tra peer
review e divulgazione scientifica: il nuovo indirizzo dei periodici
dell’Istituto
Geografico Militare” (pp. 11-12). Claudio Cerreti, nella sua qualità di
direttore, ha scritto: “Dal punto di vista del “Bollettino della Società
Geografica Italiana” (pp. 13-17) e in quella di responsabile per i
rapporti con gli enti italiani del Centro Italiano per gli Studi
Storico-Geografici (CISGE): “L’ultima arrivata: ‘Geostorie’” (pp.
18-20); seguono Alberto Di Blasi con “‘Geotema’ la rivista
dell’Associazione dei Geografi Italiani (A.Ge.I.)” (pp. 21-22) e Bruno
Vecchio, direttore della Rivista Geografica Italiana, con “La rivista,
croce e delizia della comunicazione scientifica” (pp. 23-26).
In questa sede non si può andare oltre per motivi di spazio, ma
vale la pena almeno ricordare poche note che possono essere
illuminanti per chi non conosce - o conosce poco - il lavoro che sta
dietro all’uscita di ogni numero dei nostri periodici. Vecchio (p. 24)
paragona la rivista ad un’autostrada nel senso che i collaboratori,
diversamente da quelli di un’opera miscellanea, possono seguire ritmi
diversi per arrivare alla destinazione finale rappresentata dalla
pubblicazione. Si tratta però di un’autostrada dove “le code e gli
ingorghi al pagamento del pedaggio sono preferibili - per la rivista,
beninteso non per gli autori - alle corsie sgombre; se le corsie
sono sgombre la rivista non esce.”
Soprattutto a chi è all’inizio dell’attività di ricerca,è utile far
conoscere anche l’importanza e i limiti della “collaborazione ombra” -
cioè quella non ufficializzata per mille motivi - della quale ha parlato
Cerreti, rifacendosi anche alla propria esperienza personale (p.13),
comune a molti di noi. In relazione alla “collaborazione ombra” Cerreti
si è soffermato pure sul lavoro redazionale, prezioso quanto poco
riconosciuto in tutti i suoi aspetti che non si limitano al “correggere
le sviste tipografiche o sistemare qualche (o troppi…) periodo
zoppicante” (p. 16).
Dopo queste “pillole di saggezza” non resta che invitare i lettori a
scoprire molte altre utili riflessioni contenute nel numero
commemorativo del trentennale di geografia. A tal fine gli
interessati possono contattare il segretario di redazione di geografia
Riccardo Morri <
riccardo.morri@uniroma1.it > ben noto a molti di noi in quanto è
anche coordinatore dell’Ufficio sociale dell’AIIG.