|
La riforma Gelmini della
Scuola secondaria di secondo grado
Interventi sulla geografia nel
forum sui licei
Riprendiamo gli interventi che
riguardano direttamente la geografia apparsi sul Forum che il ministero
ha aperto per discutere la bozza delle Indicazioni Nazionali.
(Da:
http://nuovilicei.indire.it/)
GEOGRAFIA
non posso che essere dispiaciuta (per rimanere nei termini della
correttezza verbale), in quanto è la disciplina che più offrirebbe e
offriva spunti per trattare in modo sistematico e non episodico problemi
di attualità; mi sembra che sia il profilo generale sia i programmi
specifici siano più che ambiziosi (in un’ora per settimana, se va bene);
mi domando se chi li ha scritti si renda conto della realtà quotidiana
con cui ci dobbiamo confrontare, perché si tratta di programmi
spropositati anche rispetto alle attuali due ore settimanali – insegno
al classico. Si auspica un ripensamento basato sulla concretezza. Sulle
“conoscenze di base acquisite nel ciclo precedente” non farei gran
affidamento né mi consola la dichiarazione di revisione dei programmi di
cui si è parlato anche in questo forum (Mi sfugge la logica di una
riforma dall’alto, anziché dal basso! Gli alunni dell’anno prossimo
arrivano con quel che sanno, comunque). Inoltre mi sembrava molto più
appropriata la impostazione attualmente vigente e anche ai miei tempi
(paesi extra-europei con problematiche trasversali). L’insalata Italia,
Europa, resto del mondo mi terrorizza, perché in questa mania
enciclopedica si andrà a finire molto male; ma consola il fatto che i
nuovi testi che stanno circolando sono semplicemente imbarazzanti per
superficialità. In alcuni indirizzi che già attualmente hanno un orario
di storia/geografia di 3 ore, in alcune scuole, la disciplina è
praticamente scomparsa o ridotta a un modulo per quadrimestre e non
viene adottato neppure un libro di testo. (Ne siete consapevoli?) Non
penso che questa sia la finalità. CITTADINANZA e COSTITUZIONE: per
pietà, indicateci chi deve fare cosa (cioè, più banalmente, ripartite
tra biennio e triennio e fornite indicazioni meno vaghe. Anche per
questo punto, inutile sottolineare che molto era sviluppato
trasversalmente attraverso il programma di geografia.
commento del 27 Mar
2010, alle ore 22 05
Alcune note sulla mia materia, la geografia (sono stata insegnante e
sono autrice di libri di testo), che, come si sa, viene accorpata,
nelle tre ore settimanali complessive, alla storia. - L'esistenza
della geografia viene solo vista in funzione dell'apprendimento
della storia, senza autonomia né, purtroppo, dignità. Non vengono
evidenziati il suo grande valore formativo, la sua visione d'insieme
sui processi del mondo attuale, la sua funzione di sintesi tra
discipline scientifiche e discipline umane: niente di tutto questo.
La geografia serve solo per capire meglio la storia e tutto quanto
non è funzionale a questo va tralasciato. - Soprattutto non si fa
cenno alla sua capacità (e direi al suo dovere) di sistematizzare e
organizzare fatti e fenomeni passati e presenti al fine di
comprendere la realtà attuale, e magari anche intervenire su di
essa. Non si parla di chiavi di lettura per capire il mondo, né di
strumenti di decodifica dei media. Non si prevede l'incontro con
culture diverse, né la comprensione di tensioni e conflitti. Tutto
vien sempre visto soltanto 'in prospettiva geostorica'. - In
generale viene accantonato il valore teorico della geografia, dando
esplicitamente indicazioni di privilegiare 'le tecniche della
disciplina, la pratica'. Non si vuole certo negare il valore di
esercitazioni e attività di laboratorio, anzi, ma è necessario
affermare che esse non hanno alcun valore didattico metodologico se
non sono supportate da un accurato lavoro sui contenuti. - E'
assente ogni accenno ai processi economici: viene dato spazio alla
demografia e agli indicatori statistici che la definiscono, ma ritmi
di crescita, migrazioni, povertà, salute, ecc. vengono presentati
avulsi da contesti di sviluppo economico, al massimo collegati con
elementi 'naturali': clima, ambienti, disponibilità di acqua e di
energia (tutto naturale: e certo, ci sono popoli fortunati e altri
meno...!) - Le indicazioni incorrono anche in assurdità temporali,
quando suggeriscono di proporre nel primo biennio alcuni argomenti
'da sviluppare poi nell’arco dell’intero quinquennio come strumento
per lo studio della storia, con particolare riferimento al quinto
anno'. Chi può seriamente pensare che temi trattati durante i primi
due anni del liceo possano essere gelosamente conservati nelle menti
degli studenti per dare i loro frutti durante l'esame di maturità? -
Le indicazioni si concludono con una nota eternamente rassicurante:
last but not least, come obiettivo specifico di apprendimento si
propone la buona vecchia 'individuazione di dati geografici su una
carta muta'.... (Rossella Kohler)
commento del 09 Apr 2010, alle ore 10 19
Vai alla pagina sulla Riforma delle Superiori |