DISCORSO DI APERTURA DEL 47° CONVEGNO

DA PARTE DEL PRESIDENTE NAZIONALE AIIG

GINO DE VECCHIS

Autorità, Presidenti delle Associazioni Geografiche, Colleghi e Amici

Organizzato dalla Sezione Regionale del Veneto e dall’Università degli Studi di Padova, con la collaborazione dei Comuni di Padova e di Abano Terme, e con il patrocinio di tutte le Associazioni Geografiche si inaugura oggi il 47° Convegno Nazionale, cui si affianca l’8° Corso nazionale di aggiornamento e sperimentazione didattica. È un Convegno che si prospetta con alcune caratteristiche esclusive, in quanto è il Convegno del Cinquantenario. Un convegno che vuole ricordare il passato, con il prezioso patrimonio che ci ha lasciato, ma che vuole gettare le basi per un ulteriore sviluppo della nostra Associazione. La scelta di Padova, come sede dell’incontro, per me e per il Consiglio Centrale era in un certo senso obbligata: proprio in questa prestigiosa Università, infatti, nel 1954 è stata fondata l’Associazione Italiana Insegnanti di Geografia.

Sono grato ai colleghi di questa gloriosa istituzione universitaria che hanno accettato un carico gravoso, pure in una situazione difficile per la molteplicità di impegni cui sono sottoposti.

 

"La grande trasformazione. Il Veneto tra tradizione e innovazione" costituisce il tema dei lavori di questo appuntamento. Ricerca e didattica si possono confrontare su un tema attuale e di rilevante interesse per la geografia e di sempre più pressante attualità, come è quello dello sviluppo e del cambiamento: il "Veneto che cambia" costituisce il riferimento di base per spaziare poi alle diverse scale.

 

Relazioni scientifiche e didattiche, proposte, seminari concorreranno al conseguimento di questi obiettivi. Ma fondamentali sono anche le opportunità d’incontro e di confronto, che hanno nell’Assemblea dei Soci il momento istituzionale propulsivo.

Ancora una volta l’AIIG si pone come struttura privilegiata in grado di assolvere l’importante e delicato compito di offrire la possibilità per discutere di problemi didattici, per presentare tecniche sperimentate di ricerca, per condividere aggiornamenti metodologici.

Com’è consolidata tradizione dei nostri Convegni, oltre che metodo costante della nostra disciplina, sia nella didattica sia nella ricerca, l’osservazione diretta costituisce momento rilevante nei lavori. Le visite, tutte di grande interesse, consentiranno di osservare i molteplici aspetti (morfologici, sociali, economici, storico-artistici…) del territorio: a partire proprio dalla stupenda città di Padova.

Degnissimo e affascinante corollario di questo incontro, per coloro che potranno parteciparvi, è certamente offerto dall’escursione di studio post-Convegno organizzata in collaborazione con le Università di Venezia e Trieste "da Padova a Venezia a Trieste per acqua".

A conclusione di questo mio breve intervento, saluto e ringrazio le autorità intervenute, i presidenti delle associazioni geografiche, i numerosi partecipanti e i colleghi veneti; proprio grazie all’impegno di questi ultimi sono certo che la Sezione Veneto raggiungerà presto i traguardi a suo tempo conseguiti sotto la guida della collega e amica professoressa Giovanna Brunetta, che tutti rimpiangiamo e che in questa Università ha insegnato. Devo ricordare che proprio ad Abano Terme, città che ospiterà gran parte dei nostri lavori congressuali, si svolse dal 22 al 26 aprile 1985 il XXIX Convegno nazionale, che ebbe in Giovanna Brunetta un punto di forza, come vicepresidente del Comitato tecnico-scientifico, presieduto da Marcello Zunica. Desidero anche richiamare alla memoria un altro amico, Dario Croce, anche lui prematuramente scomparso, che ricopriva allora, nello stesso Comitato del Convegno, l’incarico di Segretario.

Ritornando al presente voglio esprimere la mia gratitudine al Comitato ordinatore, al suo presidente professor Pierpaolo Faggi, al vicepresidente professor Graziano Rotondi, al presidente della Sezione regionale professoressa Emanuela Gamberoni, alla Segreteria e a tutti quanti hanno contribuito alla realizzazione del Convegno.

Con queste premesse e con questi propositi dichiaro aperto il 47° Convegno Nazionale dell’AIIG, il Convegno del Cinquantenario.

Gino De Vecchis


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