
Margherita Hack
una delle menti scientifiche
più brillanti dell’Italia e del Mondo nonostante la veneranda età
continua imperterrita a diffondere la conoscenza scientifica.
Nata a Firenze già ordinario di Astronomia all’Università di Trieste dal
1964 al 1987, è membro dell’Accademia dei Lincei. Nella sua lunga
carriera ha collaborato con l'Università di Berkeley (California), l'Institute
for Advanced Study di Princeton (New Jersey), l'Institut d'Astrophysique
di Parigi (Francia), gli Osservatori di Utrecht e Groningen (Olanda),
l'Università di Città del Messico è con l'Università di Ankara
(Turchia). I suoi lavori più importanti vertono sulle stelle in rapida
rotazione, chiamate stelle a emissione B, che emettono grandi quantità
di materiale e a volte formano anelli o inviluppi stellari, e sulle
stelle a inviluppo esteso. Ha contribuito in particolare allo studio
delle stelle di tipo Be, caratterizzate da uno spettro continuo solcato
di righe scure. Le sue recenti ricerche includono la spettroscopia, nel
visibile e nell'ultravioletto, dei sistemi a stelle binarie, nei quali
le due componenti sono così vicine da interagire, e delle stelle
simbiotiche.
Tra le sue pubblicazioni ricordiamo: Le nebulose e gli
universi-isole(1959), La radíoastronomia alla scoperta di un nuovo
aspetto dell'Universo (1960), L'universo, Pianeti, stelle e galassie
(1963), Esplorazioni radíoastronomíche (1964), L'universo violento della
radioastronomia (1983), Corso di astronomia (1984), L'universo alle
soglie del Duemila (1992), La galassia e le sue popolazioni (1992), Alla
scoperta dei sistema solare (1993), Cosmogonie contemporanee (1994), Una
vita tra le stelle (1995), L'amica delle stelle (1998).
Il trattato Stellar Spettroscopy, scritto a Berkeley, nel 1959, con Otto
Struve (1897-1963) è considerato ancora un testo fondamentale.
Attualmente dirige insieme a Corrado Lamberti il mensile astronomico: Le
Stelle.
Nonostante i suoi numerosi impegni ha trovato il tempo di rispondere ad
alcune domande in una intervista interamente dedicata alla cosmologia e
ad alcuni fenomeni di grande attualità.
Osservare l'esplosione di una supernova quali nuove
conoscenze può dare allo studio della cosmologia?
"L'esplosione di una supernova oltre a dare informazioni sulle cause
fisiche dell'esplosione, nel caso si tratti di un particolare tipo di
supernova detta di tipo “Ia”, può servire per determinare la distanza
della galassia in cui è esplosa. Questo perchè le supernove di questo
tipo al massimo di splendore hanno tutte lo stesso splendore intrinseco
e quindi misurando lo splendore apparente si può stabilire la distanza,
uno dei tasselli fondamentali per la cosmologia".
Come morirà il sole?
"Il Sole fra circa 5 miliardi di anni avrà esaurito il combustibile
nucleare idrogeno; il nocciolo centrale composto di nuclei di elio
comincerà a raffreddarsi e non sarà più in grado di opporsi alla forza
di gravità. La stella comincerà a contrarsi e così il nocciolo si
riscalderà per effetto della compressione a cui è sottoposto. Quando
raggiungerà una temperatura di 100 milioni di gradi l'elio comincerà a
trasformarsi in carbonio; l'energia prodotta sarà molto maggiore di
quella prodotta dal bruciamento dell'elio, e il Sole dovrà espandere per
poterla dissipare dalla sua superficie. Il suo raggio aumenterà di cieca
200 volte e lambirà l'orbita della terra. Sarà diventato una"gigante
rossa" perchè la sua temperatura superficiale dai 6000 gradi attuali
sarà scesa a causa dell'espansione a circa 3000 e apparirà di colore
rossastro. Poi l'esteso e rarefatto inviluppo esterno andrà lentamente
disperdendosi nello spazio e nel giro di miliardi di anni resterà il
caldo a piccolo nocciolo centrale. Il Sole sarà diventato una "nana
bianca" che non avendo altre fonti di energia andrà lentamente
raffreddandosi".
A marzo di quest'anno la Nasa ha lanciato una notizia
sull'esistenza nei sistemi extrasolari di pianeti dotati di un sole
doppio. Lei cosa ne pensa?
"E' certamente possibile, lo indicano le osservazioni dei moti della
stella doppia, però quei pianeti non potranno ospitare forme di vita
perchè soggetti all'attrazione gravitazionale di due stelle che
provocano orbite molto complesse e variazioni forti di temperatura".
I cerchi nel grano sono davvero frutto di campi
magnetici?
"Penso che i cerchi nel grano siano frutto di scherzi di burloni,
qualcosa che non ha niente a che vedere con la scienza".
Crede che davvero un giorno il nostro genere umano possa
imbattersi in una galassia esterna alla nostra popolata da altri essere
umani? Oppure l'enorme vastità dell'universo non permetterà mai un
incontro simile?
"Certamente non potremo mai incontrare abitanti di pianeti di altre
galassie. Le più vicine, satelliti della nostra sono le nubi di
Magellano a più di 200000 anni luce da noi. Forse potremo scambiare
messaggi radio con abitanti di pianeti extrasolari distanti qualche
decina di anni luce".
Quanto è importante per la ricerca aerospaziale che la
Cina abbia lanciato il primo uomo nello spazio?
"E' importante per la Cina che ha conoscenze scientifiche avanzate e che
speriamo le usi per collaborare con Europa e America e non per fini non
pacifici".
Articolo di Roberto Colella |