I docenti riuniti in occasione del 46° Convegno Nazionale dell’Associazione Italiana Insegnanti di Geografia (Lecce, 18-21 ottobre 2003)

E S P R I M O N O

preoccupazione per gli orientamenti emersi nell’attuale fase della Riforma del Secondo Ciclo di Istruzione, con riferimento alla presenza della Geografia nei nuovi curricoli.Scarso rilievo, nel "Profilo" che va concretizzandosi, appare accordato alla dimensione spaziale nella formazione intellettuale dei giovani. Si riproduce, intatto, il rischio di pervenire all’esclusione dell’insegnamento della Geografia dalla Scuola Secondaria Superiore, con la conseguente scomparsa di una componente essenziale della preparazione culturale e professionale degli studenti.Non sembra saggio che i giovani del XXI secolo approccino la complessità del contemporaneo e la difficoltà di impegni professionali qualificati senza aver ben chiare le "mappe del mondo". In forza dei suddetti motivi, pertanto,

C H I E D O N O

che l’attuanda Riforma della Scuola Secondaria Superiore assuma l’insegnamento della Geografia tra le "poche cose, ma buone", tra gli elementi essenziali e ineludibili, focalizzandosi almeno sui seguenti obiettivi formativi minimi:

Gli insegnanti di discipline geografiche qui rappresentati

A U S P I C A N O

che le autorità politiche competenti rinnovino il loro impegno per mantenere e promuovere la Geografia tra gli insegnamenti fondamentali della nuova Scuola Secondaria di Secondo Grado. Per il bene degli studenti e, quindi, di una società che, se non vuole rinunciare a perseguire obiettivi di sviluppo, progresso, sicurezza e pace, non può rinunciare a sapere "dove" agiscono gli uomini. Non può rinunciare, vale a dire, ai vocaboli, ai concetti e ai metodi della Geografia.

Lecce, 20 ottobre 2003


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