DISCORSO DI APERTURA DEL 46° CONVEGNO DA PARTE DEL PRESIDENTE NAZIONALE AIIG GINO DE VECCHIS |
Autorità, Presidenti delle Associazioni Geografiche, cari Colleghi e Amici Organizzato dalla Sezione provinciale di Lecce con la collaborazione del Comune, della Provincia, della Regione, della Camera di Commercio e dellUniversità degli Studi di Lecce e con il patrocinio di tutte le Associazioni Geografiche si inaugura oggi il 46° Convegno Nazionale, cui si affianca il 7° Corso nazionale di aggiornamento e sperimentazione didattica. La prestigiosa sede del Castello Carlo V offre una magnifica cornice al nostro incontro. Si tratta del quarto appuntamento dellAIIG in terra di Puglia, dopo quelli del 16° Convegno a Lecce (8-12 aprile 1971, presidente Elio Migliorini), del 27° a Bari (25-29 ottobre 1982, presidente Giorgio Valussi), del 38° a San Giovanni Rotondo (23-27 ottobre 1995, presidente Peris Persi). È un primato di impegno che la Sezione condivide con altre due regioni: il Trentino e la Toscana. Ed è la seconda volta che il capoluogo del Salento, stupenda città del Barocco, insignita recentemente del titolo di centro urbano di pregevole valore artistico, ospita i lavori congressuali della nostra Associazione. Nella prima occasione del 1971 lorganizzazione fu curata dallIstituto di Geografia, allora diretto dal prof. Domenico Novembre, presidente della Sezione di Lecce. Allinaugurazione, tenutasi nellAula Magna dellUniversità, presero parte due maestri della Geografia: Luigi Ranieri, presidente della Sezione regionale, e Carmelo Colamonico, allora decano dei geografi italiani. "Qualità territoriali tra ricerca e didattica" costituisce il tema dei lavori di questo appuntamento, che si apre alla vigilia del mezzo secolo di vita dellAssociazione Italiana Insegnanti di Geografia. Ricerca e didattica si possono confrontare su un tema di rilevante interesse per la nostra disciplina e di sempre più pressante attualità, come è quello delle politiche di rispetto, tutela e valorizzazione del patrimonio ambientale e culturale alla scala locale (partiremo, come caso di studio, da Lecce e dal Salento, dalla città e dalla regione che ci ospitano) e alla scala nazionale. Tra i nostri compiti di educatori, e in particolare di docenti di geografia, vi è quello di fornire ai ragazzi le chiavi interpretative per comprendere la qualità ambientale del nostro territorio e avvertire al contempo la responsabilità della sua conservazione. Relazioni scientifiche e didattiche, proposte, seminari concorreranno al conseguimento di questi obiettivi. Ancora una volta lAIIG si pone come struttura privilegiata in grado di assolvere questo importante e delicato compito: offrire, cioè, la possibilità di discutere di problemi didattici, di trovare tecniche sperimentate di ricerca, di avere aggiornamenti metodologici; e in questo modo presentarsi come cinghia di trasmissione tra ricerca e didattica, tra università e scuola, anche elaborando e producendo "ricerca per la didattica". Come è tradizione dei nostri Convegni e metodo costante della nostra disciplina nella didattica e nella ricerca, losservazione diretta è momento preminente dei lavori. Numerose sono le escursioni programmate, di mezza giornata e soprattutto quelle di una giornata, guidate da colleghi delle università di Lecce e di Bari, che prevedono incontri con esperti e operatori culturali. Tutte di grande interesse, le visite ci consentiranno senzaltro una proficua immersione nei molteplici aspetti (morfologici, sociali, economici, storico-artistici ) di questa straordinaria penisola della nostra Penisola italica. Ultima preziosa "perla" di questo incontro, per coloro che potranno parteciparvi, è certamente offerta dallescursione di studio post-Convegno nella regione dellEpiro e nella provincia di Ioannina. Nellintento di lasciare il maggiore spazio possibile ai lavori congressuali, mi avvio rapidamente a concludere questo mio primo intervento, salutando e ringraziando le autorità intervenute, i presidenti delle associazioni geografiche, i numerosi partecipanti e i colleghi pugliesi. In particolare desidero esprimere la mia gratitudine al Comitato organizzatore, alla professoressa Anna Trono e a tutti quanti, nelle più varie modalità, hanno contribuito alla realizzazione del Convegno. Con questi presupposti e con questi propositi dichiaro aperto il 46° Convegno Nazionale dellAIIG.
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