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I paesaggi oggetto delle lezioni
itineranti:
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Le cascate
di Lillaz precipitano fra vapori e arcobaleni lungo i 300
metri di dislivello del “ gradino di confluenza “ che
divide il piano glaciale dell’alto vallone di Urtier da
quello assai più basso della Valeille , foggiato dai ghiacciai
del Gran Paradiso |
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uno degli
oggetti di studio delle lezioni itineranti attraverso la
Valtournenche sono i canali di irrigazione del XIII e XIV
secolo. Molti di essi sono tutt’ora in funzione e , derivando
le acque dal torrente Marmore nutrito dai ghiacciai delle
Grandes Murailles e del Cervino , con canali di decine di
chilometri attraverso lunghi tratti di asperrimi versanti, le
portano alle siccitose ma fertili terre del versante sinistro
della Dora Baltea.
La foto
inquadra i resti di uno di questi antichi rûs che, sette secoli
fa, con ardite e ingegnose opere d’arte è stato fatto passare
“a livello” attraverso le pareti rocciose che dominano il
fondovalle di Antey
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In Valtournenche , alla quota di 1500 – 1900 metri i versanti si
aprono in spaziosi terrazzi che, grazie alla favorevole
esposizione meridionale, malgrado l’alta quota, erano un tempo
accuratamente coltivati e occupati da popolosi villaggi
La
foto inquadra il capoluogo del più elevato comune valdostano:
Chamois, sito all’altitudine di ben 1850 m s.l,.m.
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Nel lago
Blu si specchia la splendida piramide del Cervino che il
letterato scozzese John Ruskin definì “ Il più nobile scoglio
d’Europa “. Le lezioni itineranti ci sveleranno la
travagliata storia geologica che si nasconde in questo
meraviglioso paesaggio. |
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Cervinia, la
“Città della neve” sorta a quota 2000 fra gli anni ’60 e 70,
dal punto di vista urbanistico è un vero e proprio insieme di
“ eco-mostri”, frutto di dissennate speculazioni
edilizie . |
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La valle di
Champorcher fra tutte le valli pensili affluenti della Dora
Baltea è quella che presenta il più alto “ gradino di
confluenza” : Il dislivello fra il suo antico fondovalle
glaciale e quello della Dora a Hône è di ben 1000 metri !
Pertanto il suo torrente, l’Ayasse ha inciso lunghe e profonde
gole di raccordo di cui la fotografia documenta l’aspetto aspro
e grandioso . Esse però sono un grave ostacolo per la
circolazione . A motivo di esse Champorcher fino a pochi anni
fa è rimasta una cellula chiusa in se stessa. Come uno spontaneo
museo a cielo aperto, questa valle ha conservato
interessantissimi aspetti e ambienti propri dell’ antica
cultura montanara che formeranno l’oggetto delle lezioni
itineranti lungo il percorso |
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Lo storico
valico del Gran San Bernardo si apre nelle Alpi Pennine all’
altitudine di 2470 m s.l.m. Oggi resta innevato da ottobre fino
a maggio ma nel corso della storia vi furono epoche assai più
clementi che permettevano al passo di essere frequentato per la
maggior parte dell’ anno . Una di queste fu l’età romana
quando, nel I secolo dopo Cristo, l’imperatore Claudio fece
costruire la grande strada che conduceva alle valli del Rodano
e del Reno . Altro periodo di fiorenti traffici per il Colle del
Gran San Bernardo furono i secoli che vanno dal 1000 al 1500;
intorno al 1040 venne eretto l’Ospizio che diventò ben presto
una delle più importanti istituzioni del Sacro Romano Impero.
Durante l’escursione post-congressuale, visitando il museo
dell’Ospizio potremo vedere la documentazione di questa
sorprendente storia.. “di alta quota
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