Associazione Italiana Insegnanti Geografia

Società di cultura del territorio

“Associazione di protezione ambientale riconosciuta ai sensi dell'art. 13 legge n. 349/86”

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Presidente: Gino De Vecchis

 

 
 

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I paesaggi oggetto delle lezioni itineranti:                               02 - 01

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Le cascate di Lillaz  precipitano  fra vapori e arcobaleni  lungo i 300 metri di dislivello  del     “ gradino di confluenza “ che  divide  il piano glaciale dell’alto  vallone di Urtier  da quello assai più basso della Valeille , foggiato dai ghiacciai del Gran Paradiso 

uno degli oggetti di studio  delle lezioni itineranti attraverso la Valtournenche sono i canali  di irrigazione del XIII e XIV secolo. Molti di essi sono tutt’ora in funzione  e , derivando le acque dal  torrente Marmore nutrito dai ghiacciai delle Grandes Murailles e del Cervino ,  con canali di decine di chilometri attraverso  lunghi tratti di asperrimi versanti, le portano alle siccitose ma fertili  terre del versante  sinistro della Dora Baltea.

 La foto inquadra i resti di uno di questi antichi rûs che, sette secoli fa, con  ardite e ingegnose  opere d’arte è stato fatto passare “a livello” attraverso le pareti rocciose che dominano il fondovalle di Antey

 

    In Valtournenche , alla quota di 1500 – 1900 metri i versanti si aprono in spaziosi terrazzi  che, grazie alla favorevole esposizione meridionale, malgrado l’alta quota, erano un tempo accuratamente coltivati  e occupati da popolosi villaggi 

          La foto  inquadra il  capoluogo del più elevato comune valdostano: Chamois, sito all’altitudine  di ben   1850 m s.l,.m.

 

Nel lago Blu  si specchia la splendida  piramide del Cervino che il letterato scozzese John Ruskin definì “ Il più nobile scoglio d’Europa “. Le lezioni itineranti ci sveleranno  la  travagliata storia geologica che si nasconde in questo meraviglioso paesaggio.

Cervinia, la “Città della neve” sorta  a quota 2000 fra gli  anni ’60 e 70,   dal punto di vista urbanistico è un vero e proprio insieme di “ eco-mostri”, frutto  di  dissennate speculazioni  edilizie .

La valle di Champorcher  fra tutte le valli pensili affluenti della Dora Baltea è quella che presenta il più alto “ gradino di confluenza” : Il dislivello fra il suo antico  fondovalle  glaciale e quello della Dora a Hône   è di ben 1000 metri ! Pertanto il suo torrente, l’Ayasse  ha inciso lunghe e profonde gole di raccordo  di cui la fotografia documenta l’aspetto aspro e grandioso . Esse però sono un grave ostacolo per la circolazione . A motivo di esse Champorcher fino a pochi anni  fa è rimasta una cellula chiusa in se stessa. Come uno spontaneo museo a cielo aperto, questa valle  ha conservato interessantissimi aspetti e ambienti  propri  dell’ antica cultura montanara  che formeranno l’oggetto delle lezioni itineranti lungo il percorso 

Lo storico valico del Gran San Bernardo si apre nelle Alpi Pennine all’ altitudine di 2470 m s.l.m. Oggi resta innevato da ottobre fino a maggio  ma nel corso della storia vi furono  epoche  assai più clementi  che permettevano al passo di essere frequentato per la maggior parte dell’ anno . Una di queste fu l’età romana  quando, nel I secolo dopo Cristo, l’imperatore Claudio fece costruire la grande strada  che conduceva  alle valli del Rodano e del Reno . Altro periodo di fiorenti traffici per il Colle del Gran San Bernardo  furono i secoli  che vanno dal 1000 al 1500; intorno  al 1040 venne  eretto l’Ospizio  che diventò ben presto una delle più importanti istituzioni del Sacro Romano Impero.

         Durante l’escursione post-congressuale, visitando il museo dell’Ospizio  potremo vedere la documentazione di  questa  sorprendente storia.. “di alta quota

 

   
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