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I paesaggi oggetto delle lezioni
itineranti:
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La conca di
Courmayeur veniva cantata del Carducci come “ ultimo riso
d’Italia al piè del Gigante de l’Alpi “ Il contrasto fra
il verde fondovalle e le cime glacializzate che lo attorniano
sono alla base del richiamo paesistico che fin dal secolo XIX ha
fatto di Courmayeur uno dei primi centri turistici delle Alpi
Italiane. |
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Nel secondo
dopoguerra vennero realizzati i primi impianti di risalita che
aprirono il vasto comprensorio del Checrouit e della Val Veny
alla folla degli sciatori |
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“Oggetti di
studio” della nostra lezione itinerante in quel di Courmayeur
saranno il Monte Bianco e i suoi ghiacciai . La foto inquadra
la vetta più alta d’Europa e il ghiacciaio della Brenva che ne
discende il quale è in assoluto il ghiacciaio italiano che si
spinge a più bassa quota giungendo all’altitudine di appena 1400
m s.l.m. |
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Il ripidissimo
versante meridionale del Monte Bianco cade precipite con i suoi
ghiacciai sulle sottostanti valli Veny e Ferret. I
fondovalli di queste ultime hanno una altitudine compresa fra
i 1500 e i 1800 m s.l.m., quindi non molto elevata ma il
diretto contatto con i ghiacciai rende il loro clima
inadatto alle coltivazioni agricole e di conseguenza ai
villaggi permanenti. Però il loro territorio, è disseminato
di gruppetti di baite fra il verde dei prati , un tempo
abitate temporaneamente dai montanari per i pascoli primaverili
e autunnali, ora per la maggior parte trasformate in case per
le vacanze ma senza vistose modificazioni esterne. |
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La Val Ferret,
in cui è previsto lo svolgimento di una lezione itinerante, è
un vero e proprio gioiello paesistico Ora folle di turisti la
frequentano in tutte le stagioni ; bisogna, però, riconoscere
che si tratta di un turismo sostenibile che pur modificando
l’uso del territorio non ha compromesso la bellezza naturale. |
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La “colonizzazione
turistica “ della Val Ferret ha avuto inizio nel 1929 ad opera
di un gruppo di soci del Club Alpino di Torino, veri amanti
della montagna . Nel bosco di larici di quella che i registri
comunali dell’ epoca denominavano “ Alpe di Planpinceux”
vennero costruiti una ventina di villini in pietra a vista
riprendendo le linee architettoniche delle baite già esistenti
e mantenendo attorno a ciascuno di esse il bosco e il
sottobosco spontaneo.
A ottant’anni di
distanza la fotografia documenta come quel primo intervento,
guidato dall’attenzione e dal rispetto per l’ambiente, abbia
fatto scuola alle successive generazioni conservando nella
Val Ferret un paesaggio che è tutt’ora una gioia per gli
occhi e per lo spirito . |
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Il capoluogo di
Cogne, in cui si svolgeranno altre lezioni itineranti , sorge
ai margini dell’ ampia prateria di Sant’Orso che guida lo
sguardo verso la Valnontey e le vette glacializzate del Gran
Paradiso. Siamo nel cuore del Parco Nazionale.
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Fra i boschi,
i pascoli , le rupi e i ghiacciai vive uno gran numero di
animali selvatici : uccelli, marmotte, camosci, stambecchi,.. “
Un piccolo popolo di pelo e di piuma – scrive il poeta Samivel
- che ha ormai bisogno della nostra amicizia per sopravivere”
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