Associazione Italiana Insegnanti Geografia

Società di cultura del territorio

“Associazione di protezione ambientale riconosciuta ai sensi dell'art. 13 legge n. 349/86”

Membro European Standing Conference of Geography Teachers

Associazione accreditata alla formazione del personale docente dal Ministero dell'Istruzione

Presidente: Gino De Vecchis

 

 
 

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I paesaggi oggetto delle lezioni itineranti:                               01 - 02

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La conca di Courmayeur veniva cantata del Carducci  come “ ultimo riso d’Italia al piè del Gigante de l’Alpi “  Il  contrasto  fra il verde fondovalle e le cime glacializzate che lo attorniano  sono alla base del richiamo paesistico che fin dal secolo XIX ha fatto di Courmayeur uno dei primi  centri turistici delle Alpi Italiane.
Nel secondo dopoguerra  vennero realizzati i primi impianti di risalita che aprirono il vasto comprensorio del Checrouit e della Val Veny  alla folla degli sciatori
“Oggetti di studio” della nostra lezione itinerante in quel di Courmayeur  saranno il  Monte Bianco  e i suoi ghiacciai . La foto inquadra  la vetta  più alta d’Europa e il ghiacciaio della Brenva  che ne discende  il quale  è in assoluto il ghiacciaio italiano che si spinge a più bassa quota giungendo all’altitudine di appena 1400 m s.l.m.
Il ripidissimo versante meridionale del Monte Bianco cade precipite  con i suoi ghiacciai   sulle sottostanti  valli Veny e Ferret. I  fondovalli  di queste ultime  hanno una altitudine compresa fra i 1500 e i 1800 m s.l.m., quindi non molto elevata  ma il diretto contatto con i ghiacciai   rende il loro  clima inadatto  alle coltivazioni agricole e di conseguenza  ai  villaggi permanenti. Però il  loro territorio, è disseminato  di  gruppetti di baite  fra il verde dei prati , un tempo abitate temporaneamente dai montanari per i pascoli primaverili e  autunnali, ora per la maggior parte trasformate in case per le vacanze ma senza vistose modificazioni esterne.
La Val Ferret, in cui è previsto lo svolgimento di una lezione itinerante,  è  un vero e proprio gioiello paesistico  Ora folle di turisti la frequentano in tutte le stagioni  ; bisogna, però, riconoscere  che si tratta di un turismo sostenibile  che pur modificando l’uso del territorio  non ha compromesso la bellezza  naturale.

La “colonizzazione turistica “ della Val Ferret  ha avuto inizio nel 1929  ad opera di un gruppo di   soci del Club Alpino di Torino, veri amanti della montagna . Nel bosco di larici di quella  che i registri comunali  dell’ epoca denominavano  “ Alpe di Planpinceux” vennero costruiti una ventina di villini  in pietra a vista  riprendendo le linee architettoniche  delle baite già esistenti e  mantenendo attorno a ciascuno di esse  il bosco e il sottobosco  spontaneo.

 A ottant’anni di distanza la  fotografia  documenta  come  quel primo intervento, guidato dall’attenzione e dal rispetto per l’ambiente, abbia fatto scuola  alle successive generazioni  conservando  nella Val Ferret  un paesaggio che è tutt’ora   una gioia  per gli occhi e per lo spirito .

Il capoluogo di Cogne, in cui si svolgeranno altre lezioni itineranti ,  sorge ai margini dell’ ampia prateria di Sant’Orso che guida lo sguardo verso la Valnontey e le vette glacializzate del  Gran Paradiso. Siamo nel cuore del Parco Nazionale.

 

Fra i boschi, i pascoli , le rupi e i ghiacciai vive uno gran numero di animali selvatici : uccelli, marmotte, camosci, stambecchi,.. “ Un piccolo popolo di pelo e di piuma – scrive il poeta   Samivel - che ha ormai bisogno della nostra amicizia per sopravivere”
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